Valtur, tour operator famoso in tutta Italia per quanto riguarda i villaggi vacanze, ha chiesto il concordato preventivo al tribunale di Milano per evitare il fallimento. Significa che circa un migliaio di lavoratori stagionali (tra animatori, istruttori sportivi eccetera) rischiano di veder saltare il proprio posto di lavoro in vista della stagione estiva. E che per le migliaia di famiglie che avevano programmato di passare le ferie in un villaggio gestito da Valtur le vacanze sono a rischio: Valtur ha infatti bloccato le prenotazioni in attesa di sapere se la proposta di concordato verrà accolta e come si evolverà la situazione. Quali sono i tempi? Il tribunale, secondo quanto riporta il quotidiano "Il Sole 24Ore" che ha riportato la notizia, dovrà chiedere alla società di presentare il piano industriale tra i 60 e i 120 giorni di tempo dalla presentazione della richiesta. Difficile dunque riuscire a fare tutto entro l'estate, anche perché la stagione deve essere programmata per tempo e già ad aprile dovrebbero partire i lavori di manutenzione delle strutture e le selezioni di personale.

Valtur, tour operator che in Italia ha creato i villaggi vacanza all inclusive (come quelli di Marina di Ostuni in Puglia, poi venduto e di Isola di Capo Rizzuto in Calabria), era già stato in amministrazione straordinaria nel 2011. Ad aprile 2016 si era registrato l'ingresso nel gruppo del fondo di private equity Investindustrial, che aveve investito oltre 100 milioni di euro. Poi era arrivata (a novembre dello scorso anno) la cessione a Cassa depositi e prestiti di quattro prestigiosi villaggi vacanza, che aveva fruttato oltre 40 milioni di euro. Tutte queste operazioni e un aumento di presenze nei villaggi nell'esercizio 2016-2017 (oltre un milione di persone, con un incremento del 13 per cento rispetto all'anno precedente), non hanno però evitato a Valtur di chiudere lo scorso esercizio con 80 milioni di perdite e un indebitamento verso terzi di 70 milioni di euro. La scelta del concordato è stata fatta proprio per bloccare le richieste dei creditori: ma adesso si rischia di bloccare anche la stagione estiva alle porte: "Si tratta di un atto gravissimo e irresponsabile, peraltro intrapreso senza che sia stato svolto alcun incontro, nemmeno informativo, con le organizzazioni sindacali – ha affermato Luca De Zolt del sindacato Filcams Cgil – Non si capisce quale sia stata la decisione maturata nella mente dell’investitore – continua -, ma aprire la strada di un concordato senza nessuna ipotesi industriale non ci pare una scelta coerente con l’immagine che Bonomi vuole dare di sé come del finanziere illuminato attento all’economia reale". Il 15 marzo sindacati e azienda si incontreranno attorno a un tavolo convocato al ministero per lo Sviluppo economico.