Dodici bambini non in regola con le documentazioni relative alle vaccinazioni obbligatorie. E 11 di questi rimasti fuori dalle rispettive scuole. Sono questi al momento i dati relativi alla Lombardia per quanto riguarda la questione vaccini, dopo che lo scorso 10 marzo è scaduto l'ultimo termine per mettersi in regola rispetto al decreto Lorenzin. A diramare i dati sono state Regione Lombardia e le singole Agenzie per la tutela della salute (le ex Asl). Un bimbo è stato tenuto fuori dalla sua scuola a Gorgonzola, nel Milanese, quattro non sono stati ammessi nella scuola materna comunale di Calcinato, in provincia di Brescia. Altri casi di bimbi esclusi si sono registrati a Fino Mornasco, in provincia di Como. Mentre a Como città un bimbo, i cui genitori hanno presentato una documentazione definita dubbia, continua a frequentare la scuola in attesa di verifica.

I numeri potrebbero subire variazioni

I numeri potrebbero subire variazioni già nella giornata odierna, man mano che le singole scuole e Ats avranno vagliato tutti i casi. All'inizio dell'anno scolastico i genitori hanno potuto iscrivere i loro figli a scuola con la sola autocertificazione. Ma il 10 marzo è scaduto il termine ultimo per presentare i documenti che attestino le avvenute vaccinazioni o l'appuntamento preso presso un centro vaccinale. In mancanza di tali documenti, scattano le sanzioni previste dal decreto Lorenzin (che ha introdotto dieci vaccinazioni obbligatorie): per i bimbi che frequentano nidi e asili è prevista l'esclusione dalle scuole, mentre per quelli che frequentano le elementari solo sanzioni per i loro genitori.

La Lombardia si è mostrata una regione virtuosa per quanto riguarda le coperture vaccinali. Alla fine del 2018, dopo anni di calo, è stata superata la soglia del 95 per cento di copertura di bimbi vaccinati con l'esavalente (un unico vaccino somministrato solitamente nel primo anno di vita e che protegge da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B). Si tratta di una soglia importante perché secondo le istituzioni scientifiche (come l'Organizzazione mondiale della sanità) garantisce l'immunità di gregge, cioè impedisce che una malattia circoli all'interno di un gruppo.