Stadio San Siro, Milano
in foto: Stadio San Siro, Milano

"Forse non interessa alla Soprintendenza tutelare lo stadio Meazza, ma sicuramente interessa ai milanesi e agli italiani. A questo punto, non resta altra soluzione del referendum, per dare la parola ai cittadini". La proposta di una consultazione popolare sul futuro di San Siro, dopo il via libera della Soprintendenza alla demolizione della ‘Scala del calcio', arriva da Marco Bestetti, presidente del Municipio 7 di Milano (dove sorge l'impianto), e pare destinata a fare discutere e dividere la politica cittadina.

Un referendum sull'abbattimento di San Siro, la proposta del Municipio 7

"Risulta difficile accettare che edifici fatiscenti come l’ex istituto Marchiondi di Baggio siano sottoposti a rigidi vincoli della Soprintendenza, che ormai ne tutelano solo il degrado, – ha commentato Bestetti – mentre lo stadio Meazza, un monumento dell’Italia nel mondo, sia considerato come un'inutile opera da abbattere e cancellare per sempre. Si tratta dell’ennesima conferma di come la burocrazia sia spesso nemica del buonsenso".

Basilio Rizzo: Doveroso far pronunciare i cittadini

L'idea di un referendum cittadino piace a Basilio Rizzo, storico esponente della sinistra meneghina e consigliere comunale di Milano in Comune. "Le prospettiva di far pronunciare tutti i cittadini sul progetto dello stadio, credo sia doverosa. Se avvenga tramite referendum o con una discussione in consiglio comunale, l’importante è che si abbia la possibilità di decidere a 360 gradi".  Per Rizzo il parere della Soprintendenza non chiude il dibattito, anzi. "Per la città la possibilità che si apre di buttare giù lo stadio resta un fatto grave dal punto di vista storico e culturale. Oltretutto se la discussione partirà dal presupposto ‘irrinunciabile’ delle due squadre di costruire un nuovo stadio, mentre l’ipotesi di riadattamento di San Siro sembra sparita, non avremo la possibilità di decidere liberamente".

Giungi (Pd): Tema troppo complicato per referendum

"Personalmente sono contrario al referendum. Sarebbe un referendum complicatissimo, perché dovrebbe comprendere non solo lo stadio di San Siro sì o no. Ma tutto quello che sono gli indici volumetrici, il nuovo stadio, cosa rimane di San Siro. Diciamo che il referendum lo vedo ostico proprio per le grandi domande che dovrebbe contenere. È un tema troppo complicato da mettere in un quesito referendario", ha commentato il consigliere comunale del Pd, Alessandro Giungi, che ha ribadito ieri la sua contrarietà al progetto per l'area di San Siro.

Bedori (M5S): Sì a voto popolare sul progetto

A favore del referendum si è espressa invece Patrizia Bedori, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. "Sono assolutamente d’accordo con l’ipotesi del referendum sul progetto dello stadio. Il progetto presentato dalle squadre, con una riqualificazione che porta comunque a degli aumenti di volumi in termini di attività commerciali, non mi convince e vorrei che fossero i residenti finalmente a poter dire la propria opinione. Mi piacerebbe che per una volta decidessero i cittadini".

Morelli (Lega): Si lavori a progetto condiviso

"Per ottenere un risultato condiviso da tutti che possa evitare un passaggio referendario a quel punto inutile siamo pronti a lavorare per contribuire a trasformare un progetto finanziario in un grande risultato che guardi al futuro di Milano", è il commento del capogruppo della Lega a Palazzo Marino, Alessandro Morelli.