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Nuovo stadio di San Siro
21 Maggio 2020
14:29

San Siro può essere abbattuto, la Sovrintendenza dei beni culturali: “Non ha valore architettonico”

San Siro può essere abbattuto perché non ha valore architettonico. Questo quanto stabilito dalla Sovrintendenza dei beni culturali dopo la richiesta del Comune di Milano di verificare un eventuale valore della struttura. La Sovrintendenza ha giudicato l’attuale impianto come la somma di modifiche nell’arco degli ultimi decenni che l’hanno trasformato senza però renderlo un unico pezzo da giudicare. Dello stadio originale, infatti, rimane ben poco. E solo quello avrebbe valore, poiché costruito più di 70 anni fa.
A cura di Filippo M. Capra
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Nuovo stadio di San Siro

San Siro non ha alcun "interesse culturale", ergo: se dovesse decidere la Sovrintendenza dei beni culturali, potrebbe essere abbattuto oggi stesso. Questo l'esito di un esame preso in considerazione dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia dopo la richiesta della Giunta del sindaco di Milano Beppe Sala che voleva verificare l'eventuale valore architettonico dello storico stadio milanese.

La richiesta, inoltrata lo scorso novembre, era stata fatta pervenire dall'Amministrazione di Milano per via dei piani di Inter e Milan di smantellare l'attuale impianto, ritenuto obsoleto per il calcio contemporaneo, al fine di costruirne uno nuovo dalle sue ceneri. Successivamente, dopo un primo no del Comune, il nuovo piano di costruzione vorrebbe la nuova struttura sorgere nello spazio subito adiacente per reinventare quelli su cui ora sorge il Meazza e adibirli a parchi e strutture socialmente utili come villaggi dello sport.

Come si legge nel provvedimento arrivato in Comune, la ristrutturazione di San Siro quindi non è un'opzione percorribile ai fini architettonici, poiché "trattasi, allo stato attuale, di un manufatto architettonico in cui le persistenza dello stadio originario del 1925-'26 e dell'ampliamento del 1937-'39 risultano del tutto residuali rispetto ai successivi interventi di adeguamento realizzati nella seconda metà del Novecento e pertanto non sottoposti alle disposizioni" di tutela del patrimonio "perché non risalenti a oltre 70 anni".

Ciò significa che dell'impianto originale rimane ben poco. La commissione spiega poi che "le stratificazioni, gli adeguamenti e gli ampliamenti fanno dello stadio  – come oggi percepibili nel suo insieme – un'opera connotata dagli interventi del 53-'55, oltre a quelli del 1898-'90, nonché dalle opere successive al Duemila, ovvero un'architettura soggetta a una continua trasformazione in base alle esigenze legate alla pubblica fruizione e sicurezza e ai diversi adeguamenti normativi propri della destinazione ad arena calcistica e di pubblico spettacolo". La struttura quindi non può essere giudicata come un pezzo unico, ma un impianto frutto di più modifiche nel corso dei decenni.

Con una presa di posizione così chiara e netta della Sovrintendenza dei beni culturali, quindi, pare essere stato un via libera definitivo all'abbattimento del Meazza e all'accordo tra i club e il Comune di Milano per realizzazione del nuovo impianto da gioco. Grazie ad accordi precedentemente stipulati, però, il sindaco Beppe Sala è riuscito a salvare parte dell'attuale San Siro, come una curva e una tribuna. Il campo da gioco attuale diventerà quindi un parco o un centro sportivo all'aperto mentre negli spazi limitrofi verranno costruiti un albergo, un centro commerciale e avviate altre attività per la cittadinanza.

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