La copertina del libro di Bruno Varacalli e della giornalista Luisa Bove
in foto: La copertina del libro di Bruno Varacalli e della giornalista Luisa Bove

La storia di Bruno Varacalli, il primo poliziotto amputato d'Italia, è diventata un libro. "Un poliziotto sempre in pista", questo il titolo, è il volume che è stato presentato martedì mattina da Bruno alla questura di Milano, dove l'agente è tornato a prestare servizio a quasi due anni dall'incidente stradale che gli è costato l'amputazione di una gamba. Per il 33enne Bruno, che da pochi giorni è diventato papà di Thomas, si tratta di un'altra piccola vittoria in quella che è la sua "seconda vita", iniziata dopo l'incidente in moto del 5 settembre del 2017. Prima del libro e del figlio era arrivato lo storico reintegro in polizia: non era mai accaduto in precedenza che un poliziotto con una gamba amputata tornasse a vestire la divisa della polizia di Stato.

Bruno non si ferma: si sta preparando per i prossimi Giochi paralimpici

"È giunto il giorno che tanto aspettavo – aveva scritto il 2 settembre di quest'anno – dopo poco meno di due anni ho ricominciato a lavorare, un giorno che difficilmente dimenticherò perché essere qui oggi, significa tanto per me, per la Polizia di Stato, per la mia famiglia". Adesso, dopo le tante emozioni che erano iniziate all'indomani dell'incidente con una telefonata del capo della Polizia, Franco Gabrielli, Bruno ha messo per iscritto, assieme alla giornalista Luisa Bove, la sua storia. La copertina del libro – che verrà presentato nuovamente domenica 17 novembre alla Canottieri Milano nell'ambito di BookCity – lo ritrae mentre è su una pista d'atletica con la protesi che sostituisce parte della sua gamba destra. Intervistato da Fanpage.it, Bruno ha parlato del suo libro.

In copertina ci sei tu che corri: significa che dopo il reintegro, il figlio e il libro non intendi fermarti?

Assolutamente no! Prefissarmi degli obiettivi e provare a raggiungerli mi aiuta ad andare avanti! L'ho fatto all'inizio con il reintegro, poi con la laurea e con lo sport.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Ora mi sono iscritto ad un master in Criminologia, proverò a raggiungere le Paralimpiadi e voglio anche progredire in carriera, sia come gradi che come esperienze lavorative.

Cosa volevi raccontare agli altri con il tuo libro, qual è il concetto fondamentale che volevi far passare?

Principalmente di non fermarsi mai davanti alle avversità che la vita ci presenta, a me viene tutto naturale, ma tutti mi dicono che non è così scontato reagire positivamente a tali tragedie. Con questo libro voglio arrivare proprio a quelle persone che pensano di non farcela, dare un sostegno morale e psicologico. Nonostante quello che mi è successo, svolgo il lavoro che ho sempre desiderato, ho una bellissima famiglia, faccio sport, viaggio. Amo la mia vita così com'è!

I tuoi lettori non saranno le sole persone che aiuterai col tuo libro.

Devolverò la mia parte di ricavato al fondo assistenza della Polizia di Stato, che aiuterà le famiglie dei colleghi morti in servizio.