28 Ottobre 2015
16:45

“Un fascista al Famedio”: a Milano esplode il caso Servello

Il prossimo 2 novembre, tra i milanesi che hanno dato lustro alla città verrà iscritto il nome dell’ex senatore del Msi che, secondo l’Anpi, “non ha mai rinnegato le sue nostalgie fasciste”. A deciderlo all’unanimità una commissione di cui fanno parte anche due assessori della giunta Pisapia e il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, che dice: “Istituzionalmente non potevo fare altrimenti, ma rispetto la decisione dell’Anpi di non intervenire alla cerimonia”.
A cura di Francesco Loiacono
(Wikipedia)
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Sta scatenando un vero e proprio terremoto a Milano la decisione di iscrivere al Famedio, elenco dei cittadini che hanno dato lustro alla città che si trova all'interno del Cimitero Monumentale, il nome di Franco Servello. L'ex senatore del Movimento sociale italiano, scomparso nell'agosto 2014, è stato per 12 anni (dal '51 al '63) consigliere comunale nel capoluogo lombardo, e nel 2006 ha ricevuto dall'allora sindaco Gabriele Albertini l'Ambrogino d'Oro, massima onorificenza cittadina. Ma soprattutto, come ha ricordato il presidente della sezione milanese dell'Anpi, Roberto Cenati, "non ha mai rinnegato le sue nostalgie fasciste".

Anpi e Aned non parteciperanno alla cerimonia

Ed ecco allora che la decisione presa all'unanimità dalla Commissione che presiede al Famedio, della quale fanno parte tra gli altri il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo e due assessori della giunta Pisapia, Filippo Del Corno e Franco D'Alfonso, è diventato un caso politico. Con l'Anpi e l'Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) che hanno scritto una dura lettera di protesta al sindaco Pisapia e allo stesso Rizzo, e hanno annunciato che non saranno presenti alla cerimonia che si terrà il prossimo 2 novembre.

Ma il caso è scoppiato soprattutto online, dove sui social network sono in tanti a rimproverare al "rosso" Basilio Rizzo e agli "arancioni" D'Alfonso e Del Corno una scelta che sembra andare contro i valori antifascisti da sempre professati dalla giunta Pisapia, paventando anche ripercussioni alle prossime Comunali 2016.

Rizzo: "Istituzionalmente non potevo fare altro, ma rispetto decisione dell'Anpi"

Interpellato da Milano Fanpage, Basilio Rizzo ha rivendicato il proprio voto a favore, provando però a fare chiarezza sul caso: "Se avessi pensato solo a me stesso avrei potuto anche votare contro", afferma, "tanto la decisione sarebbe passata per il voto a favore degli altri membri". Ma il voto all'unanimità, "che va a una lista, e non a una singola persona", secondo il presidente del Consiglio comunale è anche un "valore", una sorta di dovere istituzionale. Ed ecco perché Rizzo sarà presente anche alla cerimonia del 2 novembre al Monumentale: "Potrei non andarci, ma lo considererei un atto di viltà". D'altra parte, però, Rizzo "rispetta assolutamente" la decisione dell'Anpi di non partecipare.

In merito ai possibili contraccolpi elettorali, secondo Rizzo il caso Servello, in sé, è destinato a esaurirsi in pochi giorni, anche se il presidente del Consiglio lascia intendere che la questione, che in realtà era nota già da settembre, possa venire usata strumentalmente da qualcuno che ha deciso già da tempo di togliere il proprio voto alla coalizione di centrosinistra che guida Milano, e si candida a farlo anche nel 2016. A questo proposito Rizzo si toglie qualche sassolino dalle scarpe: "Quando è morto Servello io sono stato costretto a commemorarlo in Consiglio comunale, ma nessuno ha aperto bocca allora. Ed è anche per quello che il nome di Servello è poi finito nella lista del Famedio". Per evitare in futuro casi come questi, comunque, Rizzo suggerisce una soluzione: "Far passare un po' di anni prima di proporre i nomi di politici per il Famedio".

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