Gli scontri prima di Inter–Napoli del 26 dicembre 2018
in foto: Gli scontri prima di Inter–Napoli del 26 dicembre 2018

Proprio a poche ore dalla partita Inter-Napoli valida per le semifinali di Coppa Italia, arriva la richiesta di archiviazione per dieci persone indagate per gli scontri prima del match tra nerazzurri e partenopei del 26 dicembre 2018. Nel violento agguato di alcuni ultras dell'Inter e di altre tifoserie gemellate ai danni dei tifosi azzurri rimase ucciso Daniele Belardinelli, 39enne ultrà del Varese. E proprio a seguito di quel gravissimo episodio la procura di Milano aveva indagato complessivamente una trentina di persone che presero parte agli scontri, tra ultras delle diverse tifoserie, con le accuse di rissa, lesioni e omicidio volontario.

Gli altri indagati rischiano di finire a processo

L'ultima accusa, la più grave, è stata poi circoscritta a Fabio Manduca, ultras napoletano arrestato lo scorso ottobre che secondo gli inquirenti era alla guida dell'auto che avrebbe investito Belardinelli, poi morto per i traumi riportati all'ospedale San Carlo di Milano. Per gli altri quattro tifosi che erano in macchina con Manduca e per altre sei persone che risultavano indagate la procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per tutte le accuse: non ci sarebbero prove, difatti, della loro partecipazione alla guerriglia. L'inchiesta resta aperta per un'altra quindicina di ultras, che potrebbero finire a processo per le sole accuse di rissa e lesioni. Per cinque ultras che avevano partecipato agli scontri erano già arrivate le condanne in primo grado: la condanna più alta, tre anni e otto mesi di reclusione, era stata inflitta a Nino Ciccarelli, storico capo dei Viking. Condannato anche un altro capo ultras dell’Inter, Marco Piovella: per il “rosso” due anni e dieci mesi di reclusione.