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Uccise un ladro per strada, chiesta condanna a 16 anni: “La legge vieta il furto e l’omicidio”

Il pubblico ministero di Brescia ha chiesto 16 anni di carcere per Mirco Franzoni, il 33enne che nel dicembre del 2013 a Serle, nel Bresciano, uccise per strada un ladro che aveva appena rubato nell’abitazione del fratello: “La legge vieta il furto, ma anche di uccidere”. Solo ieri era arrivata l’archiviazione per il 67enne Francesco Sicignano, che aveva ucciso un ladro che si era introdotto nella sua villetta a Vaprio d’Adda.
A cura di Francesco Loiacono
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"La legge vieta il furto, ma anche di uccidere". Con queste parole il pubblico ministero di Brescia, Kati Bressanelli, ha motivato la richiesta di condanna a 16 anni di carcere per Mirco Franzoni, il 33enne che nel dicembre del 2013 a Serle, nel Bresciano, uccise per strada un ladro che aveva appena rubato nell'abitazione del fratello. Franzoni è a processo con l'accusa di omicidio volontario davanti alla Corte d'Assise di Brescia. Ma la vicenda, secondo il pm, sarebbe potuta essere molto diversa: "Se i carabinieri fossero stati chiamati, oggi non saremmo qui a discutere di omicidio volontario, ma di un semplice processo per furto". Di diverso avviso la difesa del 33enne: "Una volta che trova il ladro, Franzoni fa chiamare da un compaesano i carabinieri. Se avesse voluto ucciderlo avrebbe sparato prima", ha detto il suo avvocato Gianfranco Abate.

Ieri l'archiviazione per Francesco Sicignano

Nella sua requisitoria il pm ha però specificato di non aver "mai pensato che Franzoni sia uscito di casa con l'intenzione di uccidere, ma che si sia trattato solo di un impeto". "Il sottofondo di questa vicenda è chiaro – ha aggiunto il magistrato – la vittima è un ladro e chi ha sparato è un bravo ragazzo". La sentenza è attesa per il tardo pomeriggio di oggi. Il caso del 33enne di Serle arriva all'indomani dell'archiviazione disposta per Francesco Sicignano, il pensionato 67enne di Vaprio d'Adda che sparò a un ladro che si era introdotto nella sua villetta, uccidendolo. In questo caso però anche l'accusa aveva chiesto l'archiviazione per il 67enne, sostenendo che si fosse trattato di legittima difesa. Al 67enne, che era indagato per omicidio volontario, è stata anche restituita la sua pistola.

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