Simona Tagli (LaPresse)
in foto: Simona Tagli (LaPresse)

C'è anche Simona Tagli tra i vip coinvolti in una truffa da 700 milioni di euro incentrata su diamanti venduti a prezzi gonfiati. La bionda showgirl famosa soprattutto negli anni Novanta, che nel 2016 aveva provato la carriera politica candidandosi alle Comunali a Milano per la lista di Stefano Parisi, nel raggiro su cui indaga la procura di Milano ha "perso" 29mila euro. Anche lei, come altri vip tra cui Vasco Rossi, Federica Panicucci e l'imprenditrice Diana Bracco (a cui si aggiungono centinaia di cittadini), si sarebbe lasciata convincere da alcune banche a investire sui diamanti proposti da due società, preziosi il cui valore di vendita sarebbe però stato gonfiato. Ieri il nucleo della polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro (l'entità del raggiro), mentre nell'inchiesta risultano indagate 75 persone: tra queste figura anche il direttore generale di Banco Bpm Maurizio Faroni (che deve rispondere delle accuse di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza), così come indagate per via della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti figurano anche cinque banche tra cui la stessa Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti.

Non mi fido delle azioni, ma ho preso una fregatura

In un'intervista rilasciata al "Corriere della sera" Simona Tagli ha spiegato come si è fatta convincere a investire sui diamanti-truffa. A proporre l'investimento alla 55enne sarebbe stato l'ex direttore di una filiale della banca Mps di via Santa Margherita a Milano: è stato proprio il fatto che si trattasse di diamanti di investimento a convincere la Tagli: "Non mi fido delle azioni in Italia. Così ho preferito investire in una cosa più concreta. Ho pensato: al limite mi rimane la pietra". Adesso in effetti le rimangono solo i diamanti: "Son bellissimi, purissimi, con il sigillo di Anversa. E che devo fare? Ho preso una fregatura. Me li tengo e mi farò un bell’anello", spiega l'ex soubrette sottolineando come invece, in quanto titoli d'investimento, quei diamanti non valgano quasi nulla: "È come una obbligazione che non rimborsano più oppure con poco. Il mio rammarico – conclude la Tagli – è che il diamante non mi è stato regalato da un uomo ma me lo son dovuto comprare io".

Le società che vendevano diamanti avrebbero fatto regali ai vertici delle banche

Simona Tagli è stata anche fortunata: ci ha rimesso solo 29mila euro (anche se lei dice che sono 36mila), contro i 2,5 milioni investiti da Vasco Rossi. Tutti convinti a investire dalle banche che, stando agli ultimi sviluppi dell'inchiesta riportati dal quotidiano "Il Giorno", sottolineavano anche con circolari interne come i diamanti dovessero essere proposti ai clienti non come gioielli ma come investimento. Negli atti dell'inchiesta sono finiti anche presunti regali fatti da una delle società che vendeva i diamanti ai vertici di due delle banche che facevano da intermediarie, Bpm e Unicredit. Regali quantificati in 99mila euro che nessuno dei dirigenti che li ha ricevuti avrebbe potuto (e dovuto) accettare. Dopo la notizia dell'inchiesta si è mosso anche il Codacons, a tutela dei tanti cittadini non vip coinvolti nel raggiro: "Le banche e le società coinvolte nella truffa dei diamanti dovranno rimborsare fino all'ultimo centesimo i cittadini che avevano investito i propri soldi nell'acquisto delle pietre preziose".