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Frecciarossa deragliato a Lodi
13 Febbraio 2020
21:14

Treno deragliato, indagata società produttrice del cambio difettoso che avrebbe causato l’incidente

Si allarga l’indagine sull’incidente ferroviario avvenuto nel Lodigiano lo scorso 6 febbraio e costato la vita a due macchinisti: la procura di Lodi ha infatti iscritto nel registro degli indagati anche Michele Viale, l’amministratore delegato di Alstom Ferrovie, la società che ha prodotto il cambio considerato “difettoso” e che sarebbe stato una concausa dell’incidente.
A cura di Chiara Ammendola
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Il treno deragliato a Lodi
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Frecciarossa deragliato a Lodi

L'amministratore delegato di Alstom Ferrovie, Michele Viale, è stato iscritto dalla procura di Lodi nel registro degli indagati nell'inchiesta sul deragliamento del treno Frecciarossa avvenuto a Lodi il 6 febbraio e costato la vita a un macchinista e a un ferroviere di Rfi. La Alstom Ferrovie è la società che ha prodotto un componente del cambio sospettato di essere all'origine dell'incidente: secondo gli accertamenti effettuati nei giorni scorsi infatti il pezzo sarebbe risultato "difettoso". Anche l'amministratore delegato del gruppo dovrà rispondere degli stessi reati per cui la procura di Lodi già procede nei confronti degli altri indagati, i cinque operai Rfi, ossia disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni multiple colpose.

Attuatore dello scambio difettoso: i primi risultati delle indagini

Solo oggi sono stati comunicati i primi risultati delle indagini della Procura che avrebbero chiarito il problema tecnico all'origine dell'incidente: "Un difetto interno all'attuatore, un'inversione dei cablaggi interna al dispositivo che si è andato a sostituire", ha spiegato il direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie (Ansf), Marco D'Onofrio, riferendo in Commissione lavori pubblici al Senato. "Questo giustifica il problema trovato dai manutentori nel fare le verifiche prima di rilasciare l'apparato al regolatore di circolazione, qualcosa evidentemente non funzionava a dovere – ha spiegato d'Onofrio – è una prima evidenza ma non giustifica completamente tutto. Noi come agenzia ci accingiamo a fare una procedura di ‘safety alert' una volta noti gli estremi del componente e del lotto di fabbricazione". Rfi intanto ha sospeso il montaggio di ulteriori attuatori di questo tipo in attesa di capire quello che è successo. Il presidente dell'agenzia per la sicurezza delle Ferrovie ha definito "abbastanza incomprensibile" ciò che è accaduto, "anche per noi, alla luce di quelle che sono le condizioni di cui siamo a conoscenza". Gli attuatori, ha aggiunto, "sono prodotti in assicurazione di qualità quindi chiaro che c'è da vedere qualcosa perché c'è un errore umano fatto in quella sede". Lo scambio che secondo gli investigatori è stato all'origine dell'incidente "era disalimentato".

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