A circa 20 giorni dal disastro ferroviario di Pioltello, in cui tre donne sono morte e 46 persone sono rimaste ferite, il Tg3 ha diffuso gli audio delle prime telefonate dei viaggiatori del treno 10452 Cremona-Milano al 112. Il servizio del giornalista Jari Pilati restituisce le dimensioni e l'entità del dramma dello scorso 25 gennaio: "Emergenza, il treno sta andando fuori strada, è deragliato! E le carrozze davanti son deragliate, il treno è spezzato a metà", dice uno dei passeggeri al 112, mentre di sottofondo si sentono altri viaggiatori che urlano. Sono trascorsi pochi secondi dalla parte finale del deragliamento, avvenuto nei pressi della stazione di Pioltello: alcune carrozze del convoglio sono uscite dai binari già da oltre un chilometro, a causa pare di un problema alle rotaie (sull'episodio è aperta un'inchiesta che vede indagate otto persone tra vertici e dirigenti di Rete ferroviaria italiana e Trenord). Ma è appunto vicino alla stazione di Pioltello, alle porte di Milano, che una delle carrozze deragliate urta contro i pali dell'alimentazione elettrica lungo i binari, accartocciandosi su se stessa.

Se arriva un treno qua ci distrugge

La preoccupazione dei passeggeri è che altri treni possano sopraggiungere, travolgendo tutto: "Fermate tutto, fermate il mondo, perché se arriva giù un treno a manetta qua ci distrugge. Fermate, fermate i treni in arrivo!", dice uno dei passeggeri al 112. Un altro tema, che era emerso nell'immediatezza dell'incidente, è il presunto ritardo dei soccorsi. E in effetti un operatore del 112, alle 7.15 (il deragliamento è avvenuto alle 6.57) risponde così a un altro pendolare che chiama preoccupato: "Il problema è che adesso li abbiamo mandati in un posto e adesso sembra che è sbagliato quindi li stiamo mandando da una altra parte". Alle 7.23, comunque, sicuramente i soccorsi sono già arrivati sul posto, difficile da raggiungere per via della sua posizione: "Le ambulanze sono già ferme sia a Pioltello che a Segrate e stanno cercando di raggiungervi i soccorritori". Il resto è ormai ampiamente documentato: l'immane lavoro dei vigili del fuoco e dei soccorritori per estrarre dalle lamiere i feriti e, purtroppo, le tre vittime dell'incidente, tutte donne. Le cure prestate sia sul posto sia negli ospedali della zona. E poi l'inizio delle indagini, che si prospettano ancora lunghe e dovranno dare una risposta ai tanti pendolari che hanno vissuto un incubo.