Una settimana fa il treno regionale Trenord 10452, partito da Cremona e diretto a Milano Garibaldi, deragliava nei pressi della stazione di Pioltello, alle porte del capoluogo lombardo. Nell'incidente tre passeggere sono morte e altre 46 persone sono rimaste ferite, alcune gravemente. Oggi, a una settimana dalla tragedia, il Comitato dei pendolari cremaschi ha organizzato la manifestazione #intrenoconnoi, per invitare tutti – politici e altri cittadini – a unirsi nel loro viaggio quotidiano verso Milano, ricordando le vittime della tragedia e denunciando al tempo stesso le condizioni in cui si trovano a viaggiare. All'appello hanno risposto una ventina di sindaci del Cremasco e del Bergamasco oltre a tre candidati alla Presidenza della Regione Lombardia alle prossime regionali: Dario Violi dei Cinque stelle, Giorgio Gori del Pd e Massimo Gatti di Sinistra per la Lombardia. Il candidato di centrodestra, Attilio Fontana, anche se non presente di persona ha inviato una nota ai pendolari, dicendosi "profondamente affranto ed emotivamente colpito" per quanto accaduto: "Noi abbiamo programmato gli investimenti necessari e siamo gli unici in grado di garantirli – ha aggiunto – Questo è il modo migliore per fare sentire la mia vicinanza alle vittime del tragico incidente".

Otto indagati nell'inchiesta per disastro ferroviario colposo

I partecipanti alla manifestazione hanno osservato un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, per le vittime dell'incidente: Ida Maddalena Milanesi, Pierangela Tadini e Giuseppina Pirri. Dal Comitato hanno affermato: "La partecipazione di oggi ci ha allargato il cuore! Il pensiero commosso va alle vittime, ai feriti e ai tanti pendolari soccorritori: #intrenoconnoi nasce per tutti loro e per ricordare che non si può morire in treno andando al lavoro o a scuola. #maipiù è la richiesta forte e chiara partita dal treno gremito di oggi. Tanti pendolari, tanti cittadini, tante donne e uomini delle istituzioni. A tutti va il nostro grazie. Come comitato abbiamo combattuto per la qualità della vita di chi viaggia, oggi, sbigottiti, ci troviamo a chiedere di salvaguardare la vita di chi viaggia: mai l'avremmo pensato!". L'inchiesta per accertare le responsabilità della tragedia intanto prosegue: sono otto gli indagati, vertici e dirigenti di Trenord e Rete ferroviaria italiana. Indagate anche le due società, coinvolte per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.