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"I siti di stoccaggio potenzialmente illeciti in Lombardia sono alcune migliaia. Il lavoro di monitoraggio funziona ma potete immaginare la difficoltà". A parlare è Alessandra Dolci, il capo della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che questa mattina ha presentato i risultati dell’ultima inchiesta sul traffico di rifiuti tra Nord e Sud in cui sono state arrestate 11 persone. Tra loro spicca il nome di Angelo Romanello, 35enne nato a Siderno già finito in grandi indagini di ‘ndrangheta come "Crimine-Infinito" e "Grillo parlante". Nell’ordinanza è definito "promotore, organizzatore e finanziatore dell’associazione a delinquere".

L'organizzatore del traffico

Già mentre si trovava agli arresti domiciliari Romenello si occupava concretamente della gestione della Smr Ecologia srl, una società di smaltimento rifiuti con sede a Busto Arsizio (Varese) che sulla carta aveva come amministratore unico Massimo P. ma che in realtà era riconducibile al 35enne, il quale ha "rapporti con i clienti e con le banche, individua i siti di stoccaggio dei rifiuti e i trasportatori". Si legge nel provvedimento: il signor "P., seppur titolare di partita Iva come procacciatore d’affari, risulta percepente di redditi nel periodo d’imposta 2015-2017 per un ammontare lordo di 60mila euro circa, ma per lo stesso periodo non ha presentato dichiarazioni fiscali".

Il ruolo della Smr Ecologia

E proprio la Smr è centrale nell’indagine. A partire dal marzo 2018 è utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti nei siti del Trentino, della Calabria e della Lombardia. In particolare gli investigatori si sono concentrati sul sito di Varedo (Monza e Brianza), nello stabilimento della ex Snia Viscosa in via Garibaldi 20, di proprietà della Varedo Living srl. Qui sono state scoperte 4mila tonnellate di rifiuti solidi urbani. Poi c’è il sito di Gessate (Milano), in via Enrico Fermi 39, di proprietà di Nella Borella, dove hanno rinvenuto circa 1.800 tonnellate di rifiuti composti da balle pressate con tipologia urbana e industriale. Infine quello di Cinisello Balsamo (Milano), in via Casignolo 50, di proprietà della Liar srl (una immobiliare di Firenze), dove c’erano 60 tonnellate di rifiuti per lo più plastici.

Le aree sequestrate

Gli investigatori registrano la prima chiamata di Romanello sulla possibilità di utilizzare il sito di Varedo già il 25 giugno 2018. Il primo agosto 2018 i carabinieri di Varedo, con l’aiuto della polizia locale di Como, sequestrano circa 5.000 metri cubi equivalenti a circa 4.000 tonnellate di rifiuti stoccati all’interno di due capannoni nella ex Snia. Il sito di Gessate compare sulla mappa degli inquirenti il 13 agosto del 2018 con l’intervento di carabinieri di Gorgonzola e della polizia locale all’interno del sito dopo la segnalazione di un cittadino che aveva visto persone sversare nel capannone. L’Arpa scopre che quella struttura è "priva di qualsiasi autorizzazione ambientale" e all’interno viene trovato un "formulario che indica come produttore la Lura Maceri di Rovello Porro (Como) e destinatario Eco Ambiente di Caltignaga (Novara), con l’intermediazione di SMR Ecologia". Invece di essere trasportati al destino fissato, i rifiuti erano smaltiti illecitamente a Gessate. La Smr compare anche a Cinisello, dove il 12 novembre 2018 i carabinieri del Noe sequestrano un capannone in via Casignolo 50 dove erano stoccati 60 tonnellate di balle.