Alcuni dei contenuti condivisi dal ventenne arrestato su Facebook
in foto: Alcuni dei contenuti condivisi dal ventenne arrestato su Facebook

Aveva celebrato sui social network alcuni degli attentati terroristici più recenti, scrivendo frasi come "I need war… ho bisogno di guerra", "il paradiso mi attende" e "blood boy". E proprio quest'ultima frase è diventata il nome dell'operazione che ha portato in carcere un ragazzo di 20 anni, originario del Bangladesh e residente in un comune del Bresciano. Il ragazzo, richiedente asilo, è stato arrestato per il reato di apologia di terrorismo. L'inchiesta della guardia di finanza e della polizia di Stato di Brescia, dirette e coordinate dalla locale procura della Repubblica, ha evidenziato come ventenne si stesse progressivamente radicalizzando, mostrando una crescente adesione all'Isis.

Le indagini, che si sono concentrate sul profilo Facebook riconducibile all'arrestato, hanno evidenziato in particolare la coincidenza tra le date di alcuni dei più recenti attentati terroristici e particolari commenti del ventenne: il 4 giugno 2017, data dell'attentato di Londra, il ragazzo aveva postato la foto di due uomini armati a cavallo con vessillo nero, una serie di foto violente ritraenti bambini insanguinati, unitamente alla professione di fede islamica. Il 17 agosto del 2017, data dell'attentato sulle Ramblas di Barcellona, il ventenne aveva invece postato un'immagine con la scritta "blood boy" e, il giorno successivo, un post con le scritte "oggi grande giorno per musulmani" e "tutti pregare moschea". Infine, il primo novembre del 2017, all'indomani dell'attentato con un furgone a New York (otto le vittime), il ragazzo aveva postato la scritta "la morte aspetta tutti", accompagnata da un teschio. Sul profilo Facebook del ventenne c'erano anche diversi video violenti, che inneggiavano all'arrivo sulla terra di un altro "eroe" come Saddam Hussein e video propagandistici della vita eterna concessa a chi muore in nome di Allah contro le oppressioni del mondo occidentale.

Per rintracciare il luogo di residenza del ventenne, i finanzieri del Gico si sono concentrati sugli sfondi di alcune foto pubblicate dal ragazzo sul proprio profilo Facebook: in particolare il giovane aveva condiviso con gli altri internauti gli orari dell'alba e del tramonto, necessari per pregare secondo la religione musulmana, postando una fotografia contenente i punti cardinali di un Comune del bresciano. Da questa foto i militari delle Fiamme gialle sono risaliti alla struttura di accoglienza profughi e richiedenti asilo politico nella quale dimorava il ventenne.