Si aggrava e diventa pesantissimo il bilancio della strage sul lavoro avvenuta martedì a Milano. Per Giancarlo Barbieri, il 62enne che lottava in fin vita all'ospedale San Raffaele, è stata dichiarata la morte cerebrale. Si tratta dunque della quarta vittima del grave incidente sul lavoro, avvenuto nell'azienda metalmeccanica "Lamina". Il fratello di Giancarlo, il 58enne Arrigo, era morto martedì pomeriggio per aver inalato gas tossici in un vano sotto al forno industriale della ditta, specializzata nella produzione di laminati metallici. Assieme a lui erano deceduti l'elettricista Marco Santamaria e l'operaio Giuseppe Setzu. Altri due operai rimasti coinvolti, Alfonso Giocondo e Giampiero Costantino, sono stati dimessi ieri.

Giancarlo è morto per cercare di salvare il fratello

Giancarlo era attaccato da due giorni al macchinario Ecmo, che garantisce l'ossigenazione di cuore e polmoni quando l'organismo umano non è in grado di farlo. Il 62enne era in pensione e non avrebbe dovuto trovarsi nella ditta di via Rho: l'uomo però stava formando un giovane operaio e, anche per via dei tanti anni trascorsi alla Lamina, nell'azienda era considerato come "uno di casa". Giancarlo è morto nel tentativo di salvare il fratello Arrigo, entrato per primo nel "vano della morte" assieme all'elettricista Marco Santamaria. Il 48enne Giuseppe Setzu lo ha seguito nel tentativo eroico, ma purtroppo finito in tragedia, di soccorrere i colleghi rimasti privi di sensi a causa dei gas tossici.

L'incidente a causa di un doppio guasto al sistema d'allarme e una valvola d'azoto

Secondo i primi accertamenti disposti nell'ambito dell'inchiesta per omicidio colposo plurimo, sembra che all'origine della tragedia vi siano stati due distinti guasti: uno al sistema d'allarme del forno industriale e l'altro a una valvola d'azoto, gas utilizzato per evitare che l'acciaio si ossidi nella produzione di laminati. Arrigo Barbieri e Marco Santamaria erano scesi nella vasca che contiene il forno per riparare il primo guasto, di natura elettrica: ma la mancanza dell'allarme non li ha avvertiti della presenza sul fondo dell'azoto, gas inodore più pesante dell'ossigeno. In pochi secondi l'azoto avrebbe riempito i polmoni dei due, caduti subito a terra privi di sensi. Giancarlo Barbieri e Giuseppe Setzu hanno provato a soccorrerli ma sono a loro volta rimasti intossicati. Saranno le autopsie, comunque, a determinare con certezza la causa della morte dei quattro lavoratori. Intanto i pubblici ministeri che indagano sulla tragedia, Tiziana Siciliano e Gaetano Ruta, hanno iscritto nel registro degli indagati l'amministratore unico della Lamina, Roberto Sanmarchi: un atto dovuto per fare luce su quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità o mancanze.

Oggi a Brescia un altro incidente mortale sul lavoro: domani metalmeccanici in sciopero

La notizia del decesso di Giancarlo Barbieri arriva nel giorno in cui a Rovato, in provincia di Brescia, si è verificato un altro incidente mortale sul lavoro: a perdere la vita è stato un ragazzo di soli 19 anni, Luca Lecci, schiacciato da un tornio proprio davanti al padre, titolare di una piccola azienda. Domani, venerdì 19 gennaio, tutti i sindacati dei metalmeccanici lombardi (Fiom, Fim e Uilm) hanno proclamato uno sciopero per chiedere più sicurezza: a Milano gli operai incroceranno le braccia per due ore, mentre l'agitazione durerà un'ora nel resto della regione. Lunedì è in programma un vertice in prefettura a Milano il cui sindaco, Beppe Sala, ha già annunciato che proclamerà il lutto cittadino per le quattro vittime della "Lamina".