Dieci persone arrestate, tre chili di cocaina e una pistola con matricola abrasa sequestrati. E un'articolata organizzazione dedita allo spaccio di droga smantellata. Questo il bilancio di un'operazione del comando provinciale dei carabinieri di Milano scattata all'alba di oggi, martedì 30 giugno, nelle province di Milano, Monza e Pavia. Dopo lunghe indagini, avviate a ottobre dello scorso anno dai militari di Sesto San Giovanni dopo varie segnalazioni di genitori disperati per la diffusione di cocaina tra i propri figli, i carabinieri hanno eseguito un ordine di custodia cautelare nei confronti di dieci persone, tutte accusate di spaccio di sostanze stupefacenti. In totale sono 12 le persone destinatarie di misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari di Monza su richiesta della locale procura.

La base all'interno di una macelleria etnica: il titolare era il capo

Gli indagati hanno tra i 24 e i 64 anni: per la maggior parte si tratta di persone di nazionalità marocchina, ma tra gli arrestati figurano anche tre italiani e un cittadino venezuelano. Al vertice del gruppo criminale c'erano il titolare di una macelleria "etnica" di Monza e tre componenti di una stessa famiglia. Rifornivano di cocaina le piazze di spaccio di Sesto San Giovanni, Milano e Monza: nel capoluogo di provincia brianzolo gli acquirenti contrattavano e acquistavano lo stupefacente proprio all'interno dell'esercizio commerciale, ma solo dopo che il titolare, facendosi un giro dell'isolato in monopattino, si accertava che "non piovesse", ossia che non vi fossero forze dell'ordine nei dintorni.

La droga nascosta in un box

Altre espressioni in codice utilizzate dagli indagati riguardavano le quantità di stupefacente da spacciare: "uno schiaffo", "un pugno", "una sberla". In totale sono circa 150 gli episodi di detenzione e spaccio di stupefacenti documentati nei comuni di Monza, Sesto San Giovanni e Milano, e di cui sono stati individuati i responsabili. La droga era nascosta in un garage a Concorezzo, in provincia di Monza e Brianza. Due degli odierni indagati sono stati individuati al di fuori dai confini nazionali.