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Polveri sottili alle stelle a Milano. E adesso non resta che confidare nel vento per ripulire l'aria. Negli ultimi cinque giorni le centraline installate dall'Arpa nella provincia hanno registrato concentrazioni di Pm10 superiori alla soglia fissata per legge in 50 microgrammi per metro cubo. I dati si possono trovare nell'apposita sezione del sito di Regione Lombardia dedicata all'Accordo aria. Se venerdì 4 gennaio i limiti erano stati superati di poco (le centraline avevano registrato una media di 50,6 microgrammi per metro cubo di Pm10), col passare dei giorni la concentrazione di polveri sottili è schizzata: sabato 5 gennaio si è arrivati a 69,4, domenica 6 gennaio a 73,1 e lunedì 7 gennaio i valori hanno toccato quota 91,3. Una escalation che ieri, martedì 8 gennaio, ha toccato il picco con 108,6 microgrammi per metro cubo di Pm10, oltre il doppio del consentito.

Il vento potrebbe disperdere gli inquinanti

A favorire l'aumento dell'inquinamento atmosferico sono state le condizioni meteo degli ultimi giorni, con tempo sostanzialmente stabile. Ed è proprio nel meteo che adesso si confida per ripulire l'aria e tornare a respirare. Oggi, mercoledì 9 gennaio, a Milano soffia un vento moderato che si spera possa aiutare a disperdere gli inquinanti. Previsioni evidentemente condivise anche dal Comune di Milano, che non ha attivato le misure anti smog previste dal Protocollo aria in caso di superamento dei limiti di Pm10 per cinque giorni consecutivi: il divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti, fino ai diesel Euro 3 e limitazioni agli impianti di riscaldamenti di case e negozi. Divieti che quest'anno sono già entrati in vigore a Capodanno e il 2 gennaio. Un inizio anno insomma già da dimenticare a Milano per quanto riguarda lo smog.