La gioia per il ritorno a casa di Silvia Romano è piena in realtà di momenti d'ombra che riguardano tanti, troppi temi, dalla spettacolarizzazione del suo ritorno alle critiche per la fede all'Islam, fino alle polemiche per "il costo" della sua liberazione. Tanto odio nei confronti di una ragazza di 24 anni che si trova suo malgrado al centro della cronaca tra accuse violente e timide difese: ora però c'è un altro tema che sembra tenere banco nelle ultime ore e che potrebbe portare all'apertura di un'indagine nei confronti della ong Africa Milele per cui Silvia lavorava e attraverso la quale è partita nel 2018 per raggiungere il Kenya. Sembra infatti che sia stata proprio la 24enne ad accusare la ong di averla mandata allo sbaraglio e senza alcuna tutela o protezione nel villaggio di Chakama dove è stata poi il 20 novembre dello stesso anno. Agli inquirenti che l'hanno interrogata a Roma per quattro lunghe ore Silvia avrebbe raccontato di non essersi mai sentita al sicuro, poiché non aveva una scorta né alcun collaboratore: di fatto era l'unica persona bianca nel villaggio, un bersaglio facile.

Africa Milele si difende: Silvia non era sola a Chakama

Dal canto suo però la onlus di Fano, guidata da Lilian Sora, non ci sta e rigetta ogni accusa da parte della famiglia di Silvia che secondo quanto riportato da Corsera sembra pronta a chiedere alle autorità competenti di far luce sull'accaduto e sulle reali responsabilità di Africa Milele: "Lo so, ci hanno buttato addosso tanto fango ma la protagonista ora è Silvia e risponderà lei, sono sicura", ha spiegato della 42enne Sora in un'intervista rilasciata a Repubblica. La presidente della ong ha inoltre spiegato che i rapporti con la famiglia di Silvia erano interrotti da tempo e che se il padre della 24enne non l'aveva mai sentito, la madre invece per diverso tempo non era al corrente di dove fosse la figlia: "Se stavo zitta per rispettare il loro dolore dicevano che me ne infischiavo, se parlavo di Silvia mi dicevano di rispettare il silenzio per le indagini".

Qualcuno ha tradito Silvia nel villaggio in Kenya

Lilian Sora ha spiegato poi che a proteggere Silvia a Chakama c'era un guardiano masai e un addetto alla sicurezza, la giovane volontaria inoltre sarebbe partita con altri due volontari. A tradire però la giovane cooperante è stato proprio qualcuno che era con lei nel villaggio e che di fatto ha trasmesso le giuste informazioni al gruppo che poi l'ha rapito: Silvia è stata rapita il 20 novembre, giorno in cui è rimasta sola nel villaggio a causa di un intoppo mentre i compagni di viaggio erano partiti il giorno prima. Qualcuno ha tradito Silvia e ha atteso il momento giusto per entrare in azione, e di questo la responsabile della ong ne è certa. Ora resta da capire se e come si muoveranno gli inquirenti e se decideranno di voler chiarire formalmente l'accaduto facendo luce sul ruolo di Africa Milele.