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Il rapimento di Silvia Romano in Kenya

Silvia Romano, dietro alle minacce di morte sui social ci sarebbero individui di estrema destra

Gli autori delle minacce di morte via social nei confronti di Silvia Romano, la ragazza milanese rapita nel 2018 in Kenya e liberata lo scorso maggio in Somalia, potrebbero essere identificati presto. L’indagine aperta dall’antiterrorismo di Milano, infatti, ha portato a dei primi risultati: dietro agli account fake che hanno cercato di intimidirla, ci sarebbero individui vicini ad ambienti di estrema destra.
A cura di Filippo M. Capra
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I vigliacchi che si sono scatenati sui social network, rigorosamente dietro falso nome, minacciando di morte Silvia Romano, potrebbero essere presto identificati. L'odio riversato sul web nei confronti della ragazza milanese rapita in Kenya nel novembre del 2018 e liberata a inizio maggio di quest'anno, aveva indotto il prefetto di Milano ad assegnarle una scorta che la proteggesse qualora la teoria delle minacce si fosse trasforma nella pratica dell'aggressione.

Gli autori vicini ad ambienti di ultra-destra

Nel mentre, l'antiterrorismo di Milano aveva aperto un'indagine per minacce aggravate al fine di assicurare alla giustizia coloro i quali avevano alimentato l'odio nei confronti di Silvia. E ora, potrebbe esserci una prima individuazione di un paio di persone che si celano dietro i profili fake da cui sono partite le intimidazioni ritenute più gravi. Il lavoro dell'antiterrorismo, infatti, si era basato su una prima cernita del cospicuo numero di minacce arrivate nei confronti della Romano, dopo la quale l'attenzione è stata rivolta verso quelle considerate maggiormente credibili e gravi, come quelle di morte. Gli autori su cui il cerchio si è ristretto, verranno rintracciati anche grazie alla richiesta di informazioni all'estero. Da quanto filtrato sinora, sarebbero individui vicini all'estrema destra. Questo dettaglio, comunque, non rappresenterebbe una sorpresa, poiché la campagna d'odio scatenata nei confronti di Silvia è nata principalmente per la sua conversione all'Islam, religione sistematicamente presa di mira dalle fazioni di ultra-destra.

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