Si spacciano per una onlus che aiuta i bimbi malati e chiedono soldi: due arresti per truffa a Monza

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L'arresto di uno dei truffatori
Due persone sono state arrestate per associazione a delinquere, truffa e sostituzione di persona dalla guardia di finanza di Monza. Avevano costituito a Limbiate una finta onlus dal nome simile a un’associazione realmente esistente e che aiuta i bimbi malati: spacciandosi per volontari di questa onlus raccoglievano soldi per beneficenza, ma in realtà utilizzavano il denaro per spese personali. Oltre ai due arrestati sono oltre 30 le persone indagate.
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Non c'è forse cosa peggiore che sfruttare la buona fede e il buon cuore delle persone per truffarle. È quanto facevano le due persone arrestate dalla guardia di finanza di Monza questa mattina con le accuse di associazione a delinquere, truffa e sostituzione di persona. I due, entrambi residenti nella provincia di Monza e Brianza e già noti alle forze dell'ordine sempre per truffa e falso, erano i capi di una vera e propria organizzazione che raccoglieva donazioni da ignari cittadini facendo credere loro che finissero in beneficenza. In realtà la onlus di cui erano a capo era finta: i soldi raccolti – oltre 110mila euro – venivano utilizzati per scopi personali, addirittura per andare a giocare alle slot machine.

La finta onlus si chiamava come una vera associazione che aiuta i bimbi malati

Oltre ai due arrestati (ai domiciliari) nell'inchiesta delle Fiamme gialle risultano 36 persone indagate. Il sistema messo in piedi dagli indagati andava avanti da tempo e si era perfezionato. All'inizio i truffatori si erano finti volontari di onlus realmente esistenti (ed estranee alla vicenda) ma successivamente nel 2015 avevano costituito una propria onlus a Limbiate, chiamata "Un cuore per tutti contro l'emarginazione". La particolarità di tale associazione è che si chiamava come una vera onlus che opera da anni per aiutare i bambini affetti da malattie cardiache: una circostanza che fa ben capire quanto i truffatori fossero senza scrupoli. Le indagini delle Fiamme gialle erano iniziate nel 2016 dopo alcune segnalazioni: la perquisizione nella sede della finta onlus ha portato alla scoperta di tesserini falsi di enti caritatevoli, opuscoli informativi e blocchetti di ricevute per le donazioni che i membri della falsa onlus utilizzavano per raccogliere soldi davanti a ospedali, centri commerciali e in altri luoghi affollati.

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