Sfruttamento e lavoro nero a Brescia, i sindacati: “Ora intervengano le istituzioni”

La Federazione dei lavoratori del comparto agroindustriale esprime soddisfazione per l'inchiesta della procura di Brescia, che giovedì ha portato all'arresto di dieci persone, tutte di nazionalità indiana, accusate a vario titolo di favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, concorrenza sleale e sfruttamento del lavoro nero anche minorile. "Dieci persone arrestate e ben 350 indagati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, lavoro nero e sfruttamento nelle province di Brescia e Cremona confermano – purtroppo – il fenomeno di grave sfruttamento e caporalato nel settore agricolo, che interessa anche il Nord Italia. Dopo anni di denunce pubbliche e segnalazioni all’ispettorato del lavoro da parte della Flai Cgil qualcosa si muove", ha scritto la Federazione in una nota.
Sfruttamento e lavoro nero a Brescia
L'inchiesta ha portato alla luce un'organizzazione attiva nei settori zootecnico, agricolo e avicolo nelle province di Brescia e di Cremona. Gli arrestati facevano arrivare in Italia cittadini indiani attraverso documenti falsi e poi li facevano lavorare in aziende agricole, sfruttati e sottopagati. Un "vero e proprio sfruttamento, con salari da 300 euro mensili e buste paga irregolari che riportavano anche il triplo di quella cifra. Sotto salario, lavoro nero, intermediazione illecita sono questioni che la Flai Cgil a livello territoriale e nazionale denuncia da tempo, ma oltre alle denunce, alle segnalazioni e anche alle inchieste che ne conseguono, crediamo che sia necessario agire sul versante del collocamento al lavoro, che deve avvenire in modo trasparente, in un luogo pubblico e controllato e in un modo veloce ed efficace sia per chi cerca lavoro sia per le aziende che hanno bisogno di manodopera durante le campagne di raccolta", afferma la Federazione nella nota. Tra le persone indagate anche due dipendenti comunali, che avrebbero avuto il compito di falsificare i documenti. Sono 150, in tutto, i permessi di soggiorno revocati. "È ora che le istituzioni, anche partendo dai Comuni, intervengano su questo versante per strappare ai caporali, alle false cooperative e all’intermediazione illecita, il controllo sul mercato del lavoro in agricoltura", ha concluso la Flai nella sua nota.