Fermato stamane all’alba dai Carabinieri, Enrico Ragnoli, il supertestimone del caso Iuschra, la bimba scomparsa nei boschi di Serle (Brescia) lo scorso luglio. Si tratta di un reato non riconducibile alla sparizione della dodicenne, il fermo riguarda, infatti, una rapina compiuta dall’uomo 6 anni fa. Il 33enne serlese, già noto alle forze dell'ordine, aveva testimoniato di aver visto la piccola poche ore dopo la sua scomparsa, il 19 luglio lo scorso, su una panchina ricavata da un tronco, in zona Castello, poco lontano dal bosco dove la bimba, affetta da autismo si è allontanata perdendo di vista gli educatori con cui era uscita per una gita. "Ho cercato di chiamarla – aveva detto Ragnoli, ma un rumore forte l’ha spaventata e ha ripreso a correre – dovete cercarla in direzione Botticino o Maddalena".

Intanto si è conclusa senza esito positivo una nuova battuta di ricerche proprio nella zona indicata Ragnoli. "Abbiamo impiegato le migliori tecnologie disponibili e completato il mandato che ci era stato assegnato dalla procura – ha detto il prefetto di Brescia Annunziato Vardè – Non sono emerse novità". Disperati, ma non certo pronti ad arrendersi i familiari i genitori della piccola Iushcra, che continuano a chiedere che non venga sospese definitivamente le ricerche. Il timore di Mdliton Gazi, il papà della piccola, è che la bambina possa aver seguito un malintenzionato. A causa del disturbo autistico di cui soffre, Iushcra non è in grado di chiedere aiuto.