"Sarò a Como, dove sono stati aggrediti due autisti da alcuni stranieri, non solo per solidarietà ma per dimostrare con azioni concrete tutta la nostra fermezza". A parlare è il leader della Lega, vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Annuncia la sua visita nella città lombarda dove la squadra mobile della questura ha arrestato quattro immigrati, due nigeriani e due gambiani, con l'accusa di avere picchiato due autisti dell'azienda di trasporto pubblico di Como.

Nelle passate settimane polemiche dopo una serie di denunce dei conducenti dei mezzi Asf che avevano lamentato numerose aggressioni, sia verbali, sia fisiche, ad opera di extracomunitari. Tuttavia, paradossalmente, proprio una lite verbale tra un autista e il papà di un passeggero, un ragazzino marocchino di 17 anni, era costata il posto di lavoro a un dipendente di Asf. La vicenda è finita negli scorsi giorni al centro delle cronache per le parole usate dal conducente nei confronti dell'uomo: "Vai via pezzente, barbone, paga il biglietto come lo pagano tutti". Parole che, assieme ad altre pronunciate dal conducente, avevano portato al suo licenziamento da parte dell'azienda, poi impugnato dall'ex dipendente.

Dopo quella vicenda la società delle autolinee comasche aveva annunciato la volontà di dotare tutti gli autobus del servizio di trasporto pubblico a Como e nel Lecchese, di telecamere che registreranno quanto avviene a bordo