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"Stanno passando dal terrore sul numero dei contagi di due giorni fa al liberi tutti". Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si schiera dalla parte del governo nello scontro tra Regione Lombardia e Palazzo Chigi sulla riapertura delle attività produttive.

Sala: Regione Lombardia esegue gli ordini di Salvini

"Settimana scorsa alla fine di una video conferenza con Regione Lombardia mi è stato detto che la situazione a Milano e molto preoccupante, mi hanno chiesto se era possibile dare una ulteriore stretta. Abbiamo ipotizzato con Atm addirittura la possibilità di chiudere il trasporto pubblico di superficie", ha ricordato il sindaco nel suo videomessaggio ai cittadini. "Si è deciso di aspettare. Siamo arrivati al weekend scorso, vi ricordate gli sguardi terrei nelle conferenze di commento dei numeri e l'allarme su Milano. La Lombardia che decide di non riaprire le librerie. Infine ieri l'annuncio della riapertura dal 4 di maggio. Cosa è successo ieri?", si è chiesto Sala. Che risponde: "La mia idea è che ieri mattina Salvini abbia detto ‘gli italiani sono stufi di stare in casa, riapriamo' e Regione Lombardia ha eseguito".

Il sindaco: Dalla Lega slogan senza contenuto

Il governatore Attilio Fontana vuole il via libera per ripartire dal 4 maggio con una serie di misure per contenere la diffusione del coronavirus basate su "4 D", cioè distanza, dispositivi (mascherine), digitalizzazione (lavoro da casa) e diagnosi (test sierologici). Una strategia che il primo cittadino milanese ha condannato senza mezzi termini. "Sono uno slogan senza contenuto", ha detto il sindaco di Milano. "Non sono contrario a ipotizzare riaperture graduali, ma bisogna pianificarle", ha sottolineato Sala che ha poi rivolto quattro domande, una per ogni "D". "Distanza, come faremo a garantirla sui mezzi pubblici? Dispositivi, le mascherine verranno fornite o continuerete a dire che vanno bene anche le sciarpe? Digitalizzazione, è stato fatto un tavolo con gli imprenditori per capire chi sta a casa? Diagnosi, i test sierologici nelle altre regioni sono partite, quanti milanesi avranno il test entro il 4 maggio?"

Fontana insiste: Dobbiamo pensare al futuro

Dopo le critiche ricevuto dal governo e una parziale marcia indietro nella serata di mercoledì, il presidente della Lombardia insiste sulla necessità di guardare avanti. "Per giorni ci hanno raccontato, anche dal governo, che la Lombardia doveva fare di più e da sola. Ora, dopo che la Regione ha lanciato una proposta per riaprire le attività con attenzione e buonsenso, da Roma parlano addirittura di fughe in avanti. Non inseguiamo le polemiche ma badiamo alla sostanza: molti altri Paesi europei sono già ripartiti, è necessario ragionare subito del nostro futuro", ha scritto Fontana su Facebook.

Sottosegretario Zampa: Se Lombardia riapre governo può impugnare

"Se la Lombardia decidesse di riaprire dal 4 maggio, il governo potrebbe impugnare il provvedimento regionale, esiste la possibilità di avocare dei poteri utilizzando un articolo della Costituzione", ha avvertito il Sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, intervistata a Circo Massimo su Radio Capital. Nella serata di mercoledì il viceministro Stefano Buffagni aveva definito "un errore" la mossa di Regione Lombardia.