Simone Sollazzo, consigliere M5s a Milano (Facebook)
in foto: Simone Sollazzo, consigliere M5s a Milano (Facebook)

La "base" dei Cinque stelle a Milano chiude a una possibile alleanza con il sindaco Beppe Sala. A spiegare il perché è Simone Sollazzo, uno dei tre consiglieri comunali del Movimento Cinque stelle che siedono a Palazzo Marino. In un'intervista rilasciata a Fanpage.it il consigliere torna sulle parole che il sindaco aveva pronunciato qualche giorno fa, quando aveva detto che a suo dire bisognava dialogare con i Cinque stelle, "un dialogo che secondo me è utile alla politica", ma allo stesso tempo, parlando dei Cinque stelle milanesi, aveva assicurato: "Non sto andando a cercare consenso nel M5S".

Consigliere Sollazzo, il sindaco Sala qualche giorno fa ha parlato della necessità di un dialogo con il MoVimento 5 stelle. Lei cosa ne pensa?

Sono stato molto chiaro col sindaco e con tutto il Partito democratico: il fatto che a livello nazionale ci sia un'alleanza di governo non significa che il fenomeno sia replicabile a livello locale. Questa è la premessa di fondo.

E al di là della premessa?

Al di là di questo ragiono su pochi elementi. Trovo che questo atteggiamento del sindaco sia vago, inaccettabile e medievale. Innanzitutto non ha tenuto conto di noi tre portavoce in consiglio che dovremmo essere i primi con cui si dovrebbe rapportare per una scelta così profonda. Perché non parlare con noi? So che lui ha parlato con gli alti vertici del nostro gruppo.

Vi siete sentiti scavalcati?

Assolutamente, per via di quelle che erano state le nostre diatribe in aula. Non ha messo in atto nemmeno il minimo sforzo per intavolare un discorso che comunque ci vede contrari, però avere il coraggio di venire a parlare con noi invece di bypassarci sarebbe stato apprezzato. Lui è come se avesse detto ‘non parlo con il clown di questo circo, ma col padrone'. Ha sottovalutato totalmente le figure dei consiglieri comunali che dovrebbero essere le prime con cui si dovrebbe confrontare.

E perché parla di atteggiamento medievale?

Perché è un matrimonio combinato da altre persone, come avveniva un tempo e come avviene ancora in qualche Paese. Un matrimonio al quale io non partecipo.

Chi sarebbero, secondo lei, i "genitori" che stanno cercando di combinare questo matrimonio?

Sala e i vertici del Movimento. Non necessariamente il garante.

Temete che poi vi verrebbero imposte dall'alto delle decisioni?

Esatto, che sarebbe il contrario dello spirito del Movimento, che nasce dal basso. Piuttosto andiamo incontro a un insuccesso elettorale ma sincero, anziché cercare un'alleanza improbabile. Anche perché l'esperienza in tal senso è altamente fallimentare: abbiamo visto in Umbria che tipo di disfacimento c'è stato. Nelle altre Regioni c'è stata questa alleanza non dichiarata, ma si capiva chiaramente che si voleva favorire il candidato di centrosinistra in Emilia Romagna, anche senza alcuna conferma da parte della base. Stanno cercando continuamente delle soluzioni contro natura e medievali. Penso che sia la più grande forma di scorrettezza andare a prendere accordi all'insaputa dei diretti interessati, che potrebbero anche spendere il loro impegno per un secondo mandato, ammesso che ne abbiano voglia. Anche se non fossimo noi tre e ci fossero persone diverse non sarebbe accettabile un accordo di questo tipo.

Il suo pensiero è anche quello della "base" del movimento ?

Guardi abbiamo molte differenze interne in questo momento e stiamo vivendo un momento di grande diatriba tra di noi su alcune questioni ideologiche. Ma su questo siamo tutti allineati: sul fatto di rifiutare a priori un'alleanza di tipo elettorale di questo genere.

Il sindaco sta iniziando a preparare il terreno per le Comunali del 2021. E voi?

Noi rappresentiamo una fetta di elettorato comunque utile, non una minaccia per lui ma utile per contrastare l'avanzata del centrodestra. Sala sta cercando quella parte di voti che potrebbe tornare utile in vista di uno scontro finale.

A livello locale il Movimento 5 stelle ha sempre faticato e anche a Milano non ha mai sfondato. Eppure nelle ultime due tornate elettorali c'era stata una crescita e siete passati da uno a tre consiglieri a Palazzo Marino. Adesso, dopo le esperienze di governo con la Lega prima e col Pd poi, temete che ci sarà un calo dei consensi?

Sì, glielo dico in tutta onestà. Milano capitale del business e di certi interessi mondani e di potere è una piazza difficile per noi che siamo un movimento di estrazione popolare. Inoltre ci viene a mancare quel "fuoco di copertura" del movimento nazionale che avevamo ad esempio tre anni fa, quando facevamo opposizione ed eravamo in trend positivo. Adesso, perdendo questa copertura a livello nazionale, abbiamo molte più difficoltà anche sul locale. Quindi e livello locale le previsioni saranno molto più difficoltose a questo giro.

Ma piuttosto che fare un'alleanza "contro natura" preferite andare incontro a una sconfitta.

La gran parte degli attivisti rifiuta sicuramente quest'alleanza strategica, solo per convenienza. Io personalmente preferisco ricominciare con cifre più basse ma con un simbolo che venga riabilitato. Credo che vada superato questo periodo di espiazione, quello che dobbiamo fare è un sacrificio necessario.

Uno dei temi che stanno creando tensioni nella maggioranza è quello sulla riforma della prescrizione. Tra poco il sindaco Sala dovrà decidere se rinunciare alla prescrizione e farsi processare in appello per la vicenda della Piastra Expo. Potrebbe lanciare un segnale al Movimento?

Per come lo conosco io penso che non userà la sua vicenda giudiziaria per lanciare un messaggio subliminale al Movimento. È talmente convinto di essere dalla parte del giusto che andrà avanti a rimarcare la sua innocenza e la sua assoluta convinzione. Penso che rinuncerà alla prescrizione a prescindere da una speculazione politica. L'ho visto davvero convinto, andrà avanti con la sua linea di coerenza personale.

Nel Movimento avete iniziato a pensare a un candidato per le prossime Comunali?

Per ora ci sono solo pensieri sul programma. A livello di candidati non ci sono direttive né dall'alto né dal basso. Quello che posso augurare al candidato è che sia umile e sappia fare gruppo, che sia un leader e non un boss. Spero in un'ondata di positività da parte di questa persona. Se poi i vertici dovessero fare una scelta come quella di Aiello in Calabria, che era un uomo senza contatto con la base e coi gruppi ma semplice espressione dell'azienda – chiamiamola così – penso che perderanno tutta la partecipazione su Milano e ci sarà la nostra delusione e la nostra opposizione più forte.