Un rendering di un tratto dei Navigli riaperti a Milano
in foto: Un rendering di un tratto dei Navigli riaperti a Milano

Un nuovo ostacolo si frappone tra il sogno di Beppe Sala, quello di riaprire alcune tratte storiche dei Navigli di Milano, e l'effettiva realizzazione dell'opera. Il Consiglio regionale della Lombardia ha infatti bocciato un emendamento al Bilancio di previsione 2019-2021 presentato dal consigliere regionale di + Europa Michele Usuelli. Il testo chiedeva il "pieno coinvolgimento" della Regione nel progetto di "riapertura del tratto milanese del sistema dei Navigli lombardi" mediante lo stanziamento di 50 milioni di euro nel triennio in questione. L'emendamento è stato però bocciato dalla maggioranza di centrodestra. A votare contro è stato anche il MoVimento 5 stelle, mentre i voti a favore sono stati quelli di + Europa, Lombardi Civici Europeisti e Pd.

La Lega: Non siamo contrari a priori, ma progetto di Sala è limitato

Si tratta del secondo "sgambetto" al progetto di riapertura dei Navigli nel giro di pochi giorni. Di recente era stato il ministro della Cultura Alberto Bonisoli (lombardo di nascita) a definire "una sciocchezza" il progetto chiedendo di sottoporlo a un referendum. Una prima consultazione popolare in realtà c'era stata già nel 2011 e allora i milanesi si erano espressi a favore della riapertura. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha commendato la bocciatura dell'emendamento con poche parole: "Non è una buona notizia". In realtà però lo stop potrebbe essere semplicemente l'occasione per ripensare il progetto che, al momento, riguarda solo cinque tratte storiche dei Navigli nella sola città di Milano. A spiegarlo sono stati alcuni esponenti della Lega al Pirellone: "Noi non siamo contrari a priori alla riapertura dei Navigli, anche Salvini si è espresso a favore, ma ci vuole una certa progettazione", ha detto il capogruppo regionale del Carroccio Roberto Anelli. Mentre i consiglieri Alessandro Corbetta e Gianmarco Senna hanno precisato: "Abbiamo votato contro l'emendamento proposto da +Europa in quanto avrebbe finanziato il progetto portato avanti dalla giunta Sala, che per noi è limitato e inaccettabile perché tradisce la volontà di mezzo milione di milanesi che nel 2011 hanno votato per la graduale riapertura del sistema navigli e non certo per le cinque piscinette di Sala buone solo per mettere a bagno le paperelle di gomma".