Adesso è ufficiale: le elezioni Regionali in Lombardia si terranno il 4 marzo, in contemporanea con quelle Politiche per eleggere i rappresentanti del popolo alla Camera e al Senato. Lo ha comunicato il ministero dell'Interno in una nota ufficiale apparsa sul sito del Viminale. Sempre il 4 marzo si voterà anche per le elezioni regionali del Lazio. La data è stata fissata dal prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, dopo aver sentito il presidente della Lombardia Roberto Maroni e quello del Lazio Nicola Zingaretti. Il governatore lombardo, così come il suo omologo laziale "hanno chiesto al Viminale di gestire, sulla base di specifici protocolli d'intesa, le rispettive operazioni elettorali – si legge nella nota del Viminale – Le elezioni quindi si terranno nella medesima data delle votazioni per la Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica".

Al momento tre candidati per Palazzo Lombardia.

A contendersi la poltrona di governatore della Lombardia sono al momento in tre: il governatore uscente Roberto Maroni per il centrodestra, l'attuale sindaco di Bergamo Giorgio Gori per il Partito democratico e il consigliere regionale uscente Dario Violi per il MoVimento 5 stelle. Proprio quest'ultimo è intervenuto su uno dei temi che stanno animando la campagna elettorale, cioè la raccolta delle firme necessarie per presentare le candidature. Un obbligo che alcuni movimenti politici stanno aggirando tramite due stratagemmi: il cambio di denominazione e la nascita di nuovi gruppi consiliari proprio alla scadenza della legislatura. La legge regionale, difatti, prevede che i partiti che hanno avuto una rappresentanza all'interno del Pirellone negli ultimi cinque anni siano esentati dalla raccolta firme. Da qui quella che Violi ha definito "un'operazione Frankenstein dei partiti regionali per non raccogliere le firme".

Violi (M5s): I gruppi politici cambiano nome per non raccogliere le firme.

"Otto gruppi politici in Consiglio regionale cambiano nome o si dividono per presentare liste per le elezioni regionali senza raccogliere le firme. Un taglia e cuci alla Frankenstein per dare vita a mostri composti da parti di diversi ‘cadaveri' – ha scritto Violi su Facebook – È davvero disgustoso. Stanno truffando i cittadini. Si mimetizzano dietro nuove sigle ma non cambia la sostanza: fuori da Pirellone questi gruppi non hanno nessuna rappresentanza! Ad esempio – ha aggiunto il candidato governatore dei Cinque stelle – chi ha votato per Ambrosoli nel 2013, che a metà mandato ha abbandonato il Consiglio per fare il dirigente di banca, è ora sostenitore-automatico di un gruppo per Gori. Questa è democrazia secondo voi? Ncd poi, che prenderebbe i voti nemmeno dai parenti, si sta autovivisezionando e ha pronti ben due nuovi partiti. Follia. Come fanno – si chiede Violi – queste persone a fare gli interessi dei lombardi se non sanno nemmeno come si chiamano? Noi siamo gli unici ad avere un simbolo, un programma, un nome, un’identità e non facciamo alleanze".