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Elezioni regionali Lombardia 2018: recordman di preferenze ed eletti al Consiglio regionale

Dopo il trionfo di Attilio Fontana e della Lega alle elezioni regionali 2018 in Lombardia si inizia a comporre il nuovo Consiglio regionale. La maggioranza dei seggi al Pirellone andrà alla Lega (28, oltre a Fontana). Quindici consiglieri per il Pd, tredici per il Movimento 5 stelle. Fuori dal Pirellone Liberi e uguali. Giulio Gallera, di Forza Italia, è il recordman di preferenze.
A cura di Francesco Loiacono
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Dopo il trionfo di Attilio Fontana e della Lega alle elezioni regionali 2018 in Lombardia, si attendono i risultati ufficiali dello spoglio per determinare ufficialmente la composizione del nuovo Consiglio regionale della Lombardia. Il risultato di due sezioni sulle 9.227 è infatti ancora oggetto di contenzioso. Per alcuni consiglieri, tuttavia, soprattutto i recordman di preferenze, l'ingresso al Pirellone è già certo. Non si sa ancora, invece, se tra gli 80 eletti che varcheranno le soglie di Palazzo Pirelli ci sarà il grande sconfitto di queste regionali, Giorgio Gori. Il sindaco di Bergamo, esponente del Pd, è stato eletto automaticamente in quando secondo candidato governatore più votato, ma ha annunciato che si prenderà il tempo previsto dalla legge per decidere se fare il capo dell'opposizione al Pirellone o tornare ad amministrare Bergamo a tempo pieno: le cariche di consigliere regionale e sindaco sono infatti incompatibili.

Ecco come saranno ripartiti gli 80 seggi al Pirellone

Il Consiglio regionale sarà naturalmente a maggioranza di centrodestra, per via delle legge elettorale lombarda che assegna un consistente premio di maggioranza al candidato che ottiene oltre il 40 per cento dei consensi, come avvenuto con Fontana. I seggi assegnati al centrodestra dovrebbero essere 49, incluso quello riservato a Fontana: 28 per la Lega, 14 per Forza Italia, tre per Fratelli d'Italia, uno per la Lista Fontana, uno per Noi per l'Italia e uno a Energie per l'Italia. All'opposizione andranno 31 seggi: 15 al Pd, due alla lista Gori presidente, uno alla lista + Europa e 13 al MoVimento 5 stelle. Liberi e uguali resta fuori dal Consiglio regionale, così come CasaPound.

Gallera il più votato: l'ex presidente del Consiglio regionale Cattaneo resta fuori

Per quanto riguarda i nomi che sicuramente siederanno al Pirellone, sicuro quello dell'assessore al Welfare uscente Giulio Gallera di Forza Italia: è lui il recordman di preferenze a queste regionali con 11.722 voti, seguito dall'azzurra Silvia Sardone (consigliera comunale a Milano) con circa 11.300 preferenze. Entrano al Pirellone anche l'assessore uscente al Territorio Viviana Beccalossi (Fdi) così come il vicepresidente uscente Fabrizio Sala, il più votato di Forza Italia a Monza. Altri sicuri di entrare al Pirellone sono Gianluca Comazzi, Fabio Altitonante e Marco Alparone di Forza Italia, Gianmarco Senna, Riccardo Pase, Curzio Trezzani, Massimiliano Bastoni, Silvia Scurati e Simone Giudici della Lega. Resta al Pirellone il veterano Riccardo De Corato di Fratelli d'Italia.

Sui banchi dell'opposizione siederanno per il Pd il segretario metropolitano milanese Pietro Bussolati (il più votato con oltre ottomila preferenze), i consiglieri regionali uscenti Carlo Borghetti e Fabio Pizzul, l'ex assessore milanese Carmela Rozza e Paola Bocci, consigliera comunale a Milano. Un'altra consigliera di Palazzo Marino, Elisabetta Strada, è stata eletta per la lista Gori Presidente, così come il dirigente Acli Giambattista Armelloni. Nella lista +Europa con Emma Bonino è stato eletto il medico della Mangiagalli Michele Usuelli. All'opposizione anche i Cinque stelle Massimo De Rosa, Monica Forte e Gregorio Mammì, oltre al candidato governatore Dario Violi. Escono dal Pirellone alcuni esponenti storici come l'ex assessore di Fdi Romano La Russa, fratello di Ignazio, e soprattutto il presidente del Consiglio regionale uscente Raffaele Cattaneo, che si era candidato con Noi con l'Italia. Non è stata eletta nemmeno l'assessore alle Culture Cristina Cappellini.

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