Lo skyline di Citylife, a Milano, con la Torre Hadid (Generali) e a destra la Torre Isozaki (Allianz) (foto Claudio Furlan/LaPresse)
in foto: Lo skyline di Citylife, a Milano, con la Torre Hadid (Generali) e a destra la Torre Isozaki (Allianz) (foto Claudio Furlan/LaPresse)

Milano è l'ottava migliore città in cui vivere in Italia. A dirlo è l'annuale classifica stilata dal Sole 24Ore, che dal 1990 compara le diverse province italiane sulla base di sei macro aree e 42 indicatori. La classifica di quest'anno testimonia, ancora una volta, come si viva meglio in montagna, e precisamente sulle Alpi. È Belluno, in Veneto, la città che si aggiudica la palma della migliore in cui vivere, seguita da Aosta (che l'anno scorso era prima) e dalla lombarda Sondrio, che conquista il podio grazie all'ottima performance nell'area relativa all'ambiente e ai servizi e nonostante invece la pessima performance in quella riferita al lavoro.

Milano perde sei posizioni: è ultima sulla sicurezza

Ed è invece proprio il lavoro uno dei punti su cui Milano primeggia in Italia: il capoluogo lombardo ha conquistato il secondo posto nell'ambito dell'indicatore legato a "Lavoro e innovazione" e il primo in quello su "Ricchezza e consumi". Milano e provincia sono al vertice per quel che riguarda il Pil pro capite e la media mensile delle pensioni erogate e dei depositi bancari. La provincia meneghina risulta invece al secondo posto in uno degli indicatori introdotti quest'anno, quello relativo agli acquisti online. A far scivolare indietro nella classifica generale Milano (che perde sei posizioni rispetto allo scorso anno) è invece l'indicatore relativo a "Giustizia e sicurezza": la città offre la performance più scarsa in assoluto a riguardo, figurando all'ultimo posto in Italia. Guardando alla classifica generale non va meglio, però, ad altre grandi città: Roma è infatti scesa dal 13esimo al 24esimo posto, mentre Torino retrocede al 40esimo posto. Napoli, infine, figura alla 107esima e quart'ultima posizione.