È iniziata davanti alla Quinta sezione penale della Cassazione l'udienza per il processo Maugeri che vede tra gli imputati l'ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Si tratta dell'ultimo atto di una vicenda processuale che va avanti dal marzo 2014. Formigoni, governatore della Lombardia per quasi venti anni tra il 1995 e il 2013, è imputato per corruzione. A dicembre del 2016 era stato condannato a sei anni di reclusione mentre a settembre 2018, in appello, la condanna per l'Ex Celeste era stata aumentata al massimo della pena: sette anni e mezzo di reclusione con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Se condannato anche in Cassazione l'ex senatore di Area popolare (dal 4 marzo fuori dalla politica), rischia l'arresto e il carcere per via delle cosiddetta "legge spazzacorrotti".

La requisitoria del procuratore generale

Nel corso della sua requisitoria il procuratore generale della Cassazione Luigi Birritteri ha chiesto di rigettare il ricorso presentato dai legali di Formigoni e di altri due imputati al processo Maugeri: l'ex ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri Costantino Passerino (condannato in appello a sette anni e sette mesi) e l'imprenditore Carlo Farina (tre anni e quattro mesi in appello). Birritteri ha anche chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso Carla Vites, moglie dell’ex assessore Antonio Simone (che ha patteggiato in appello): la donna chiede una formula di proscioglimento più favorevole a quella ottenuta in appello. Su Formigoni il pg ha detto come sia difficile, per entità e mole, ipotizzare una corruzione "di pari o uguale gravità". Birritteri ha inoltre sottolineato come al centro del processo vi sia un "imponente baratto corruttivo", con una mole di prove raccolta definita "imponente" e "ulteriormente corroborata" dal fatto che altre due persone implicate nella vicenda, gli imprenditori Pierangelo Daccò e Antonio Simone, ritenuti i "collettori" delle utilità che sarebbero state elargite a Formigoni, abbiano patteggiato la loro pena in appello.