Don Mauro Galli (a destra) e l’arcivescovo di Milano Mario Delpini
in foto: Don Mauro Galli (a destra) e l’arcivescovo di Milano Mario Delpini

Nuova udienza a Milano del processo su don Mauro Galli, il sacerdote di Rozzano che nelle notte tra il 19 e il 20 dicembre del 2011 avrebbe abusato di un minore, all’epoca dei fatti quindicenne. Una sordida vicenda che coinvolge anche l'attuale arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, chiamato in causa dalla famiglia della presunta vittima perché avrebbe coperto il sacerdote accusato degli abusi. Nell'udienza odierna uno degli psicoterapeuti che ebbe in cura il ragazzo ha raccontato, davanti al collegio presieduto dal giudice Moccia, cosa avvenne la notte del presunto abuso, sulla base di quanto il minore gli aveva riferito nel corso di una seduta nel 2016: "Il sacerdote lo aveva portato nella camera da letto e il ragazzo notò la presenza di un solo letto e capì che avrebbero dormito assieme". A letto, continua il medico, "Don Galli ha iniziato a toccarlo e lui ha usato la strategia di restare immobile, come paralizzato, facendo finta di dormire. Si è poi avvicinato, ha toccato i genitali e poi ha provato a penetrarlo". Il ragazzo si trovava a casa del sacerdote per una seduta di preghiere in occasione del Natale. La famiglia del ragazzo, a cui don Galli aveva chiesto l’autorizzazione per poterlo ospitare in oratorio, era convinta che anche altri ragazzi avrebbero partecipato all'incontro di preghiera.

Acquisiti gli audio degli incontri tra i famigliari del ragazzo e monsignor Delpini

I giudici hanno ascoltato in qualità di teste anche il caposcout del ragazzo, che nel gennaio 2012, poche settimane dopo il presunto abuso, lo aveva visto particolarmente inquieto in occasione di un'uscita. In quella circostanza il  caposcout si era avvicinato al ragazzo, che gli aveva rivelato di essere stato abusato da don Mauro Galli, senza entrare nei particolari. Il caposcout aveva però deciso di non fare ulteriori domande al ragazzo, ma si era confrontato con i responsabili della parrocchia che avevano ammesso di essere a conoscenza dell'episodio.

Nel corso dell’udienza odierna è stata ascoltata anche la neuropsichiatra che tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 raccolse i primi racconti della presunta vittima: "Mi aveva raccontato che il prete gli aveva messo una mano sul petto", nel corso della notte. La teste aveva deciso di non denunciare il fatto alle autorità giudiziarie perché secondo lei, sulla base di quanto appreso direttamente, non si configurava un reato, ma ha precisato tuttavia che non aveva voluto forzare il ragazzo nel racconto, anche se sapeva che il minore ne aveva comunque parlato anche ad altri. Nel corso delle precedenti udienze del processo erano state acquisite anche alcune registrazioni audio di incontri tra la famiglia del ragazzo e i monsignori Mario Delpini, oggi arcivescovo di Milano e all’epoca dei fatti vicario di zona del cardinale Angelo Scola, e Pierantonio Tremolada, oggi vescovo di Brescia e all’epoca collaboratore della formazione permanente del clero e responsabile dell'Istituto Sacerdotale Maria Immacolata (Ismi), che si occupa dei presbiteri del primo quinquennio di ordinazione, e quindi anche di don Galli. Gli incontri, avvenuti nell’estate 2012, erano stati sollecitati dalla famiglia dopo aver scoperto che a poche settimane dal presunto abuso don Galli era venuto nuovamente a trovarsi a contatto con dei minori, questa volta a Legnano. Alcuni degli audio relativi a quegli incontri sono stati diffusi da Fanpage.it, che aveva incontrato la madre della presunta vittima.