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Una storia nella storia è quella che ruota intorno al ricovero e alla successiva sparizione di alcuni miliziani libici dall'ospedale San Raffaele di Milano lo scorso 16 gennaio: in seguito alla vicenda era stata segnalata la presenza di alcune "difformità" proprio nell'utilizzo dei posti letti in alcuni ospedale del Milanese. I miliziani al centro del misterioso caso nato con un'aggressione e terminato con una doppia sparizione erano ospiti di una struttura adiacente all'ospedale dove si trovavano per essere curati grazie a un accordo tra il Gruppo San Donato e l'ambasciata libica. Ebbene sarebbe proprio l'accordo al centro dei controlli in corso in queste ore da parte di Ats, l'Azienda di Tutela della Salute, e della regione Lombardia.

Gallera: emersa difformità nell'utilizzo dei posti letto

All'ottavo piano del Policlinico San Donato infatti sarebbero stati trovati 18 soldati libici ricoverati, così come previsto dall'accordo, a spese del governo di Tripoli, in un reparto che avrebbe dovuto però contare 44 posti letto. L'Ats durante l'ispezione ha però notato che di quei 44 posti letti contrattualizzati con la sanità pubblica, ce n'erano solo 22: le stanze doppie erano dunque diventate tutte singole. Inoltre al sesto piano il 90% dei posti accreditati col servizio sanitario regionale era occupato da pazienti non libici ma ugualmente a pagamento. "L'assetto accreditato della struttura oggetto di verifica prevede 399 posti letto di degenza ordinaria autorizzati e a contratto e 3 posti letto di degenza ordinaria di solvenza (a pagamento n.d.r.) – ha spiegato l'assessore regionale al Welfare Gallera – a momento del sopralluogo è emersa una difformità nell'utilizzo dei posti letto rispetto a quanto accreditato attraverso il sistema sanitario regionale".

Nessun posto letto sottratto agli altri pazienti

L'assessore Gallera ha così confermato che nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori approfondimenti per meglio inquadrare l'accaduto e chiarire l'utilizzo delle attività di ricovero in regime di solvenza all'interno della struttura ospedaliera. "Abbiamo sempre reso più cure di quelle previste dalla programmazione regionale, senza respingere mai nessun paziente – spiegano dal Gruppo San Donato – l'assistenza prestata ai pazienti libici è stata effettuata senza sottrarre né risorse né posti letto agli altri pazienti e senza alcuna spesa a carico del servizio sanitario". Come riportato da IlGiorno.it il Gruppo San Donato potrebbe a questo punto rischiare una multa fino a 24mila euro perché le attività in solvenza ai privati contrattualizzati sono consentite "a condizione che non vi sia commistione" con quelle svolte per la Regione; i letti dei paganti devono essere identificati con "adeguata segnaletica" e "autorizzati" dall’Ats, che deve anche dare il via libera a un’eventuale "sospensione temporanea" di letti a disposizione della sanità pubblica.