Si è risolto, almeno per quanto riguarda l'identità, il caso del cadavere ripescato venerdì 12 luglio dal Ticino, vicino al Ponte coperto di Pavia. Il corpo appartiene a un 55enne del posto, identificato grazie a un anello che portava al dito. Per l'identificazione del cadavere è stata fondamentale l'ex moglie della vittima: la donna, evidentemente rimasta in rapporti con l'uomo, non lo sentiva da tre giorni. Quando ha saputo che il cadavere di un uomo di mezza età era stato ripescato nel fiume si è preoccupata e ha contattato la polizia. Grazie all'anello che l'uomo portava al dito la donna lo ha potuto riconoscere: il cadavere, in ogni caso, non era in avanzato stato di decomposizione quando è stato recuperato.

Cadavere nel Ticino: un gesto volontario o un incidente?

Resta però adesso da capire cosa sia accaduto all'uomo, cosa lo abbia fatto finire nell'acqua del Ticino e quando risalga il decesso. Le ipotesi che gli agenti della questura di Pavia stanno esaminando sono diverse: si va dal gesto volontario, un suicidio, a un tragico incidente, con l'uomo che potrebbe essere scivolato nel Ticino dopo essersi avvicinato troppo e aver messo magari un piede in fallo. Il corpo del 55enne era stato notato attorno alle 13 di venerdì scorso da alcuni passanti, che avevano visto il cadavere galleggiare nell'acqua, trasportato dalla corrente. Il corpo dell'uomo, che al momento del decesso indossava una maglietta, un paio di jeans e delle scarpe da tennis, era stato poi recuperato dai vigili del fuoco e portato a riva nei pressi della statua della Lavandaia.