Con un post su Facebook l'assessore a Urbanistica, Agricoltura e Verde del comune di Milano ed esponente del Partito democratico Pierfrancesco Maran ringrazia per i messaggi di stima ricevuti dopo che ieri, nel terremoto politico giudiziario che ha scosso la capitale, con al centro l'iter per la costruzione del nuovo Stadio della Roma, dalle carte è emerso anche il suo nome. Maran si legge, ha rifiutato con fermezza le "attenzioni" del gruppo Parnasi, che sarebbe stato in cerca di relazioni politiche a Milano per fare affari, in particolare a edificare un nuovo stadio anche nel capoluogo lombardo.

"Mi fa molto piacere che sia chiaro a chiunque entri nel mio ufficio che non vi è spazio alcuno per proposte improprie. – ha scritto Maran – Ho davvero apprezzato i numerosi messaggi che mi sono arrivati da tante persone che grazie a questa notizia hanno ritrovato o confermato la loro fiducia nella politica. Ci tengo a dire che questa però è e deve essere la normalità. Non solo per me, ma per tutta la Giunta di cui faccio parte, ed è la normalità per la gran parte di coloro che si impegnano nelle istituzioni mossi da passione e voglia di cambiare le cose".

La lezione di Maran agli uomini di Parnasi

Il tentativo di ingraziarsi Maran è testimoniato dallo scambio di battute tra due collaboratori di Parnasi, contenute nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere e ai domiciliari 9 persone, tra cui lo stesso immobiliarista. In particolare a Maran sarebbe stata offerta una casa dagli uomini di Parnasi, in cerca di appoggi per la possibile futura costruzione di un nuovo stadio a Milano: "Qua funziona così… qua se tu mi dici che la cosa la riesci a fare è perché la puoi fare, a me non mi prendi per culo perché io non mi faccio prendere…io… io non voglio essere… non voglio prendere per culo chi mi ha votato". Una lezione, che uno dei faccendieri intercettati riporta così, raccontando la differenza tra come "funziona" a Roma e a Milano: "Siamo andati lì dall'assessore a fare una figura.. cioè proprio.. . sembravamo i romani… quelli… sai… dei centomila film che hai visto? I romani a Milano…".