L'elenco dei presunti sprechi di denaro pubblico in Regione Lombardia è lungo. Come scrive Repubblica, dall'inchiesta del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dei pubblici ministeri Antonio D'Alessio e Paolo Filippini, che coinvolge dieci persone indagate per falso e truffa, "emerge un ricorso massiccio a collaborazioni esterne". Dal 2008 al 2012, la Regione "ha stipulato oltre 2.300 contratti di collaborazione", scrivono i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria. Collaborazioni assegnate per lo più a parenti, fidanzate e fidanzati, amici. E, soprattutto, un atteggiamento bipartisan. Nelle pieghe dell'ultima inchiesta sugli sprechi, dopo quella per i rimborsi dei consiglieri, compaiono i nomi di persone che, anche se non indagate, sarebbero state per lo meno favorite da parentele. Come Stefano Zambetti, 32 anni, figlio dell'ex assessore Domenico (Udc, arrestato perché comprava i voti dalla ‘ndrangheta) che ha ottenuto tre incarichi dai consiglieri Pdl Massimo Guarischi e Margherita Peroni. Zambetti junior, sentito dai pm a marzo, ha spiegato di essere "disoccupato" e che "le collaborazioni sono nate per lo più tramite conoscenze di mio padre".

All'interno del Pd crea imbarazzo la situazione di Luca Gaffuri, presidente del gruppo Pd: deve rispondere degli incarichi distribuiti all'intera famiglia Zecchetto. Ettore Antonio, 65 anni, ha avuto 5 contratti dal 2009 al 2012, con mensili che oscillano tra i 2.000 ai 4.500 euro. Piera Rudi, 64 anni, ex sindaco Pd di Locate e moglie di Zecchetto, il cui "compenso annuale, per mansioni di dirigente della Margherita, previsto dal giugno 2005 al maggio 2010, era pari a 36mila euro" cui si aggiunge "una remunerazione di 12mila euro annui come indennità di posizione, e un'integrazione di 2.500 euro dal luglio 2008". Nell'elenco c'è anche la figlia Chiara, ex consigliere comunale Pd a Locate, che per "analisi su problematiche ambientali" svolte dall'1 al 28 febbraio 2010 ha incassato 3.750 euro.

Parentopoli in Regione: i compensi improbabili

Il gruppo dell'Idv compare invece alla voce "compensi improbabili", per i numerosi incarichi "di ricerca"  assegnati al titolare fino al 2005 di una ditta di "riparazioni meccaniche di autoveicoli ". Alla stessa voce figura il Pdl Gianluca Rinaldin, che ha scelto, per una consulenza da 5mila euro, il titolare di ditta "di tinteggiatura e posa di vetri" e il gruppo Pdl, che ha assunto per sei mesi il rappresentante legale di un'azienda di installazione di impianti sanitari. Anche l'ex assessore alla Casa, Mario Scotti, ha assegnato consulenze a persone che, almeno stando alle competenze descritte, non avrebbero il titolo per affrontarle: le "problematiche dell'edilizia pubblica" erano affrontate da una persona che si occupava di "riparazione e sostituzione di pneumatici ", altri tre incarichi erano stati dati a una donna che ha una ditta di "paste, cuscus e farinacei simili".

Anche il capitolo degli incarichi ai parenti è nutrito. Dalla figlia di Antonella Lottini, ex consigliere Pdl non indagata nell'inchiesta, alla quale sono stati assegnati vari incarichi tra il 2008 e il 2010, al fratello del consigliere Udc Valerio Bettoni – anche lui non indagato – che ha ricevuto uno stipendio dal partito tra il febbraio 2012 e il dicembre 2013.  Nella lista figurano anche Laura Ponzoni, sorella di Massimo – non indagato -, la figliastra di Angelo Giammario, Michelle e Luca Pedrini, "legato da stretta amicizia" con l'ex consigliera Nicole Minetti, anche lei però estranea a questo filone dell'inchiesta.