Un ragazzo di 23 anni, incensurato, è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione per violenza sessuale dal tribunale di Varese. Al giovane, un incensurato che si è sempre difeso dall'accusa, è stata concessa la sospensione condizionale della pena e la non menzione. La vicenda che ieri è arrivata a sentenza a Varese è stata ricostruita dal quotidiano "La Prealpina" e risale al settembre del 2017. A Malgesso, un piccolo comune del Varesotto, il giovane, un cittadino nigeriano in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato, avrebbe toccato il seno a una ragazzina di 17 anni incontrata per strada. L'episodio sarebbe accaduto dopo la festa del paese: stando al racconto della giovane, ritenuto evidentemente credibile dai giudici di primo grado, il 23enne si sarebbe avvicinato cercando un approccio verbale e l'avrebbe poi rincorsa, abbracciandola da dietro e palpeggiandole il seno. La ragazza sarebbe poi riuscita a fuggire, raggiungendo i genitori e altre persone.

Alla ragazza cinquemila euro di risarcimento

Dal racconto della ragazza sono poi partite le indagini che hanno portato all'individuazione del 23enne e alla sua incriminazione con l'accusa di violenza sessuale. In tribunale si sono alternate le versioni, opposte, delle due parti in causa: la ragazzina (oggi 19enne) ha raccontato in lacrime l'episodio di due anni fa, che la portò a non voler più uscire di casa per lo choc. Ma in lacrime è scoppiato anche il 23enne, che si è sempre proclamato innocente affermando di non aver mai toccato la ragazza. Il giovane, oltre alla condanna (che è stata più lieve dei quattro anni chiesti in sede di requisitoria dal pubblico ministero Luca Petrucci), dovrà risarcire la ragazza con cinquemila euro. L'avvocato della giovane, Elisabetta Brusa, aveva chiesto un risarcimento di 50mila euro.