L'ospedale in Fiera a Milano andrebbe chiuso perché di fatto il suo utilizzo non c'è e forse non c'è mai stato, ma farlo sarebbe un'ammissione politica di colpa che la regione Lombardia non farà. A dirlo è il consigliere regionale lombardo Michele Usuelli (+Europa -Radicali) che intervistato da Fanpage.it ha così commentato le parole di Antonio Pesenti, direttore della Rianimazione del Policlinico di Milano, che aveva ipotizzato una possibile chiusura poi smentita dalla regione Lombardia della struttura realizzata nei padiglioni fieristici.

Sull'ospedale in Fiera hanno fatto di testa loro ed è stato un flop

"Il 10 marzo il 13 per cento dei positivi era personale sanitario e gli ospedali erano diventati luoghi di contagio. C'era bisogno di formazione del personale su come proteggersi e rispetto delle regole di protezione personale, così da poter inviare personale sanitario nell'ospedale di Fiera non contagiato – spiega Usuelli – ma era impossibile. L'alternativa era chiudere le piccole terapie intensive degli ospedali, quelle da 3 o 4 posti, create in emergenza, così da spostare macchinari e personale sanitario alla struttura in Fiera". Entrambe le cose però non sono state fatte e così senza un confronto diretto con personale medico e comitati di settore sull'ospedale in Fiera sono state prese decisioni le cui conseguenze sono oggi sotto gli occhi di tutti: "Hanno fatto di testa loro senza confrontarsi con nessuno ed è stato un flop", chiude Usuelli.

L'ospedale in Fiera può ancora avere un senso ma c'è bisogno di ridisegnare il suo ruolo

"Ho chiesto nella mia interrogazione in aula di due giorni fa (mercoledì 13 maggio ndr) che o la chiudiamo subito o le diamo un nuovo ruolo: nel primo caso significherebbe ammettere un grave errore in fatto di politica che chi è serio farebbe così da essere apprezzati anche dalla gente. Nel secondo caso una risposta potrebbe arrivare se si decide di spostare lì tutti i pazienti Covid". Usuelli spiega che quell'ospedale ha senso se si fa pulizia delle strutture ospedaliere esistenti però sapendo che c'è comunque un problema del personale: "Ad esempio se adesso a Bergamo ci sono su 20 letti di intensiva, due pazienti Covid e gli altri 18 sono lì per altri motivi, trasferiamo quei due e teniamo pulita Bergamo – le parole del consigliere regionale – ma sono diversi i problemi, come quello della continuità di cura visto che non ci sono i farmaci necessari, così come i trasferimenti che sono complicati e vanno fatti con cautela e dove necessari. Non è un ospedale di terapia intensiva". Secondo Michele Usuelli quell'ospedale va chiuso ma politicamente non possono farlo. Allora bisogna ragionare con i medici su quale potrà essere il suo utilizzo futuro.