Niccolò Savarino
in foto: Niccolò Savarino

Il pubblico ministero di Milano Mauro Clerici ha chiesto di condannare a 14 anni e mezzo di carcere Milos Stizanin, accusato di concorso nell'omicidio del vigile Niccolò Savarino. L'agente della polizia locale di Milano venne ucciso il 12 gennaio del 2012 da un suv guidato dall'allora minorenne Remi Nikolic, che nel frattempo ha scontato la condanna definitiva a 9 anni e 8 mesi, e su cui si trovava lo stesso Stizanin, oggi 26enne. In un primo momento, nel 2014, Stizanin era stato condannato a due anni e mezzo per favoreggiamento, ma nel corso del processo d'appello del 2018 l'accusa nei suoi confronti era stata riqualificata. Al 26enne, oggi ai domiciliari, lo scorso anno era stata infatti notificata la nuova ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di concorso in omicidio volontario aggravato mentre era detenuto in carcere in Serbia per reati legati alla droga.

Per il pm Stizanin incitò il complice a investire il vigile

Savarino venne travolto e ucciso a 42 anni durante un controllo di routine in un parcheggio in via Varè, in zona Bovisa. Secondo il pm, Stizanin avrebbe incitato l'amico minorenne a investire il vigile e a proseguire la marcia, tesi che viene respinta dall'avvocato dell'imputato, secondo cui il 26enne avrebbe detto semplicemente all'amico che dovevano scappare. Al processo, che si celebra davanti alla Corte d'Assise e la cui sentenza potrebbe arrivare in giornata, si sono costituiti parti civili la famiglia dell'agente ucciso e il Comune di Milano. Il legale di Palazzo Marino, Maria Rosa Sala, ha chiesto 200mila euro di risarcimento all'imputato, parlando di un omicidio che "tutt'ora commuove la città".