"Mi ha rotto lo specchio e l'ho colpito con un pugno". Queste sono le parole dette durante l'interrogatorio al gip da Mohamed Mouhal, il 37enne accusato di aver ucciso il fratello al culmine di una lite. "Gli ho detto: vedi, tu fai sempre casino. Mi ha rotto lo specchio dell’armadio in camera da letto, per quello l’ho colpito". Mohamed ha dichiarato di aver dato un solo pugno al fratello: versione, quella del 37enne, smentita però dall'autopsia, che parla di più colpi. Hicham Mouhal sarebbe quindi morto a causa delle percosse e non soffocato dal suo vomito, come ipotizzato dal fratello.

Hicham morto per le botte, non per il vomito

Hicham è stato rinvenuto riverso sul divano con del vomito che gli usciva dalla bocca: il medico legale, però, ha riscontrato sul suo corpo diversi traumi. Viso completamente tumefatto, lividi sul torace, costole incrinati e bruciature superficiali (che però risalgono a prima del decesso). Insomma, Mohamed non avrebbe dato solo un pugno al fratello, ma lo avrebbe colpito ripetutamente, fino a ucciderlo.

Omicidio di Rogno, il corpo di Hicham trovato dal padre

Il corpo di Hicham è stato trovato mercoledì mattina dal padre Ibrahia, preoccupato perché non riusciva a contattare telefonicamente i due fratelli, che vivevano insieme da qualche giorno nella camera di Mohamed. Entrato in casa, ha visto il figlio riverso sul divano, ormai senza vita. Al padre, ai soccorritori e al giudice, il 37enne ha detto di aver lasciato il fratello ancora vivo sul divano e che sarebbe morto a causa del suo vomito, non del suo pugno. Una versione che però contrasta con i risultati dell'autopsia, motivo per il quale Mohamed rimarrà per ora in carcere. Entrambi i fratelli sono noti alle forze dell'ordine per reati legati alla droga. La sera del litigio avevano bevuto tre litri di vino e alcune birre: ed sono state probabilmente le loro condizioni alterate a far degenerare la lite.