Ennesimo capitolo della vicenda relativa al nuovo stadio di Milano. Dopo mesi di dichiarazioni da parte di esponenti della giunta, dell'opposizione, dei club e dei cittadini, l'assessore allo Sport del Comune di Milano Roberta Guaineri – a margine del convegno "L'importante è pareggiare" – ha dichiarato che è "ragionevole" pensare ad un San Siro ridimensionato per averlo ad "un anello solo" che abbia una "capienza di ventimila spettatori", in caso Inter e Milan riuscissero a costruire il nuovo impianto. L'assessore, in merito all'incontro di domani a Palazzo Marino con rappresentanti dei club e dell'amministrazione – il meeting è previsto alle 10, ma la presenza del sindaco Sala non è certa – ha ribadito che "le nostre posizioni sono chiarissime. Sono posizioni positive per tutti, per la città e per le squadre. Penso che alla fine prevarrà il buonsenso".

L'ipotesi di riconvertire San Siro a stadio per gli sport femminili

La Guaineri, fiduciosa su un accordo che soddisfi chiunque, ha avanzato l'ipotesi di riconvertire il Meazza a stadio per gli sport femminili, dettando alcune condizioni: "Così com'è mi sembra enorme. Avere due stadi, uno da 70mila e uno da 60mila posti, uno di fianco all'altro non mi sembra ragionevole. Sicuramente però il calcio femminile è uno degli sport che sta acquisendo maggiore popolarità per sponsor e pubblico, quindi avere un impianto destinato non solo al calcio femminile ma a tutti gli sport, anche femminili, penso che sia una cosa positiva". Il punto di domanda principale riguarda i costi del progetto, che sarà anche uno dei motivi di discussione principali di domani tra Inter, Milan e i tecnici del Comune dopo i paletti imposti dalla giunta per l'edificazione del nuovo stadio. A tal proposito, però, l'assessore ha detto che "dal punto di vista della sostenibilità economica non ho ancora fatto valutazioni ma entreremo nel merito nelle prossime settimane".

La direttiva della Sovrintendenza

L'ottobre scorso, anche la Sovrintendenza era scesa in campo. La responsabile dei Beni culturali Antonella Ranaldi, aveva dichiarato che "oltre alle quattro torri e al terzo anello, alla struttura originaria se ne è aggiunta un’altra degli anni Cinquanta che considero significativa dal punto di vista architettonico". Difficile, quindi, pensare di poter realizzare una ristrutturazione così netta del Meazza rinunciando al secondo anello, quello che vanterebbe un presunto valore "artistico", senza un nuovo intervento della Sovrintendenza che aveva minacciato di chiamare "in causa il Ministero" in caso di eventuale decisione di demolizione della Scala del calcio.