Destino davvero beffardo per Maria Lina Pedon, 81enne di Nova Milanese (in provincia di Monza e Brianza) che negli scorsi mesi era finita al centro delle cronache per via dei casi di avvelenamento da tallio. L'anziana era una delle persone che erano rimaste intossicate dalla sostanza tossica assieme al marito Alessio Palma, ai consuoceri Giovanni Battista Del Zotto e Maria Gioia Pittana e alla loro figlia Patrizia Del Zotto. Giovanni, Maria Gioia e Patrizia erano purtroppo deceduti, mentre Maria Lina, assieme al marito, si era salvata dall'avvelenamento. Adesso però i due coniugi sono di nuovo al centro di un episodio di cronaca: il marito ha inavvertitamente investito la moglie davanti a una chiesa, ferendola gravemente.

L'incidente davanti a una chiesa.

L'episodio, riportato dal quotidiano "Il Giorno", è avvenuto ieri davanti alla parrocchia che si trova in via Venezia, a poche centinaia di metri dall'abitazione dei due anziani coniugi. Il marito aveva accompagnato la moglie in auto alla messa: quando la donna è scesa l'uomo è andato prima a sbattere contro una cancellata in retromarcia. Poi, probabilmente in stato confusionale per l'incidente, avrebbe ingranato la prima marcia travolgendo la donna. L'81enne Maria Lina Pedon è stata soccorsa da un'ambulanza del 118 e trasportata all'ospedale Niguarda di Milano: le sue condizioni sarebbero molto gravi. Il marito è in stato confusionale: sull'intero episodio indagano i carabinieri.

Il caso del tallio: ad avvelenare i parenti il nipote 27enne.

Era stato proprio in casa dell'anziana coppia che gli investigatori avevano trovato tracce del tallio in una tisana, riuscendo così a risolvere un mistero che andava avanti da mesi. A mettere lì il veleno era stato il loro nipote, Mattia Del Zotto, arrestato per il triplice omicidio e per altri cinque tentati omicidi. Il ragazzo, secondo il giudice per le indagini preliminari "una lucida mente criminale", aveva acquistato il metallo tossico nello stesso negozio in cui si era servita la "banda dell'acido", responsabile delle aggressioni a diversi ragazzi a Milano nel corso del 2014. Poi, come lui stesso ha confessato, ha versato la sostanza in due bottiglie di acqua naturale conservate nella cantina della casa in cui abitava assieme alle famiglie dei nonni paterni e materni: "Ho agito per punire gli impuri", ha detto il ragazzo, che si sarebbe ispirato a diversi film, nel corso della sua confessione. Del Zotto è riuscito a uccidere i due nonni paterni e una zia. I nonni materni, come altri zii, erano stati avvelenati ma si erano salvati. Ora si trovano ad affrontare un altro dramma.