video suggerito
video suggerito

Non sopporta più la moglie, 53enne evade dai domiciliari: “Meglio il carcere”

Un operaio di 53 anni di Bonate Sopra, in provincia di Bergamo, la scorsa notte è evaso dagli arresti domiciliari perché stufo delle lamentele a suo dire continue della moglie. L’uomo, in pigiama e pantofole, ha chiesto ai carabinieri di essere portato in carcere: ma il giudice non lo ha accontentato.
A cura di Francesco Loiacono
44 CONDIVISIONI
Immagine

Ha preferito rischiare di finire in carcere, evadendo dagli arresti domiciliari ai quali era sottoposto, piuttosto che sopportare le lamentele, a suo dire continue, da parte della moglie. L'episodio, raccontato dal Corriere della sera, è avvenuto lunedì sera a Bonate Sopra, piccolo comune di nemmeno diecimila abitanti in provincia di Bergamo. È qui che V.V., operaio 53enne originario della Sicilia, vive insieme alla moglie, sposata 25 anni fa. Insieme a loro, fino a pochi giorni fa, c'era anche un cane. Negli scorsi giorni però l'animale era scappato da casa, e nella fuga era rimasto ferito in maniera grave, tanto da morire poco dopo.

Ai carabinieri ha detto: "Meglio il carcere"

Da questo episodio erano iniziate le continue lamentele da parte della moglie, che rimproverava al marito di non essere uscito a cercare il cucciolo. Il 53enne, però, pur volendo non avrebbe potuto: si trova infatti agli arresti domiciliari con l'accusa di omissione di soccorso. La scorsa notte, di fronte alle ennesime rimostranze da parte della consorte, l'uomo non ce l'ha fatta più ed è uscito di casa. Mentre era ancora in pigiama e ciabatte ha percorso pochi metri, raggiungendo un parco vicino casa, dove è stato notato da una pattuglia di carabinieri. Alla vista dei militari, l'uomo si è avvicinato e ha chiesto esplicitamente di essere portato in carcere, spiegando la sua situazione.

Portato davanti al giudice Donatella Nava, l'uomo ha raccontato le vicende degli ultimi giorni, adducendole come motivazioni per il suo gesto. Il magistrato non ha però accolto le sue richieste: ha convalidato l'arresto per evasione e confermato i domiciliari, rinviando il processo con rito abbreviato al 3 novembre. Fino ad allora, gli ha detto il magistrato, farà bene a lasciar parlare la moglie.

44 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views