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Sarà un fine settimana di sciopero, anche a Milano, per i rider che aderiscono alla rete nazionale "Rider x i diritti" a e quella locale "Deliverance Milano", i due sindacati "informali" (non esistendo una vera e propria rappresentanza sindacale) che lottano da sempre per il riconoscimento di maggiori diritti in favore dei fattorini che lavorano per le principali piattaforme di "food delivery". "Nonostante l'emergenza sanitaria e la pandemia in corso – scrivono i rider di Deliverance Milano in una nota – Assodelivery (l'associazione che raduna le maggiori piattaforme) non ha risposto alle ripetute richieste di incontro dei lavoratori che hanno chiesto di discutere i protocolli su salute e sicurezza nelle sedi istituzionali tra le parti sociali". I fattorini denunciano in molti casi la mancanza di dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti e gel igienizzante per le mani e i cassoni in cui viene trasportato il cibo a domicilio. Carenze che in questo particolare momento mettono a repentaglio la salute degli stessi rider e dei famigliari, ma anche dei clienti che ordinano dalle principali app di delivery.

Niente consegne al piano, ma solo fino al portone

Da qui la decisione dei rider di attuare una particolare modalità di sciopero da oggi, venerdì 5, fino a domenica 7 giugno: non saranno sospese le consegne, ma ai fattorini viene chiesto di fermarsi davanti ai portoni, senza salire al piano, e di consegnare ai clienti assieme ai pasti anche del materiale informativo che spieghi la situazione della categoria e i motivi dello sciopero. "Chiediamo ai clienti nei giorni di venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 giugno di scendere a ritirare la consegna sul portone, mantenendo la distanza di sicurezza di 1 metro e mezzo, perché la nostra sicurezza è la loro e siamo stanchi di non essere ascoltati dalle multinazionali che si comportano con noi come dei caporali!". La scorsa settimana una delle principali piattaforme di consegne a domicilio, Uber Eats, è finita sotto i riflettori: la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto infatti l'amministrazione giudiziaria della filiale italiana di Uber per caporalato.