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"Non ho parole per commentare una sentenza che ritengo ingiusta. Invece di aiutare e sostenere bimbi, mamme e papà, si chiudono spazi loro dedicati. Quanto mi piacerebbe ospitare nel condominio in cui abito un luogo di gioia e di festa come una asilo, con bimbi che cantano e sorridono", ha commentato così Matteo Salvini la notizia della chiusura "forzata" della Locomotiva di Momo, il nido costretto a lasciare il condominio di via Anfossi 36 a Milano, dove risiede da più di 10 anni, a seguito di una sentenza della Corte d'appello. Parole seguite da quelle dell'assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino: "In queste settimane ho portato personalmente la mia solidarietà all’asilo la Locomotiva di Momo di via Anfossi. I bambini fanno bene alle nostre case, ai nostri condomini, alla nostra città. Faremo il possibile perché questa bellissima esperienza possa proseguire".

Spero ci facciano portare avanti le nostre lezioni

Una questione che ha trovato solidarietà anche nel Consiglio comunale milanese dove sono stati tanti gli interventi sulla vicenda: lo stesso sindaco Sala ha chiarito che Palazzo Marino si interesserà alla vicenda cercando di capire le motivazioni che hanno portato alla decisione. Mentre non le manda a dire Paolo Limonta, maestro elementare e consigliere di Milano progressista: "Io, in un condominio che chiede e ottiene la chiusura di un asilo nodo perché i bambini cantano, non ci abiterei mai. Anzi, nei prossimi giorni ci vado a cantare sotto le loro finestre con i miei bambini. Ritengo profondamente sbagliata la sentenza. La tristezza di adulti che non sopportano i bambini che cantano è terribile e inaccettabile". Solidarietà apprezzata dalla fondatrice e titolare del nido privato, Cinzia D’Alessandro, che ringrazia e rilancia: "Il mio auspicio è che la Corte d’appello sospenda il provvedimento in attesa della Cassazione, e in attesa chiediamo che ci facciano portare avanti le nostre attività educative, anche per evitare disagi e choc ai bambini e alle loro famiglie".