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Non fu epidemia, ma una tragica fatalità. Le morti dei neonati agli Spedali Civili di Brescia che si sono verificate a gennaio non sono correlate né dal punto di vista clinico né da quello epidemiologico. Queste le conclusioni che la Commissione di inchiesta regionale ha inviato al direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo. I decessi avvenuti nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell'ospedale, dunque, non hanno avuto carattere di epidemia e non sono assolutamente collegati tra loro.

"Ci siamo trovati di fronte a questi drammatici eventi il mio pensiero è stato da subito rivolto alle famiglie dei bambini nati prematuri o con patologie gravi congenite, e purtroppo deceduti. Era tuttavia necessario fare chiarezza e valutare la situazione con un team specializzato e multi professionale. I commissari hanno acquisito le cartelle cliniche e tutta la documentazione necessaria. Dall'analisi emerge in modo evidente che l'iter diagnostico terapeutico messo in atto sia stato corretto e adeguato", ha commentato i risultati l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera,

Già a gennaio i medici dell'ospedale aveva chiarito che le cause della morte dei quattro neonati (deceduti tra il 30 dicembre e il 5 gennaio) non erano collegate. Il primo decesso, risalente al 30 gennaio, si è verificato a causa di una condizione di prematurità estrema e a causa di una enterocolite. Il secondo decesso si è verificato sempre in un neonato prematuro. Si attende comunque il risultato dell'autopsia disposta dai pm della procura di Brescia i cui risultati verranno pubblicati entro un mese.