Benito Mussolini resta cittadino onorario di Salò, a 96 anni da quando l'onorificenza gli fu attribuita, nel 1924. Lo ha stabilito il consiglio comunale della cittadina della provincia di Brescia, passata alla storia per aver dato il nome alla Repubblica sociale italiana, il regime voluto dalla Germania nazista e guidato dallo stesso leader fascista tra il settembre 1943 e l'aprile 1945, con lo scopo di governare parte dei territori italiani controllati dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre.

Salò, Mussolini resta cittadino onorario: no alla revoca dal consiglio comunale

La decisione di non revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini è arrivata con un voto a maggioranza – 14 contrari e 3 favorevoli – in un Consiglio comunale blindato dalle forze dell’ordine. Contro la revoca ha votato in modo compatto la maggioranza del sindaco Giampietro Cipani e anche una parte dell'opposizione. A favore hanno votato solo i tre consiglieri del gruppo che ha presentato la mozione, Salò Futura. Già nel mese di aprile del 2019 era stata proposta la revoca della cittadinanza a Mussolini, ma la discussione era stata rimandata per evitare polemiche in vista delle imminenti elezioni comunali: "Adesso siamo in campagna elettorale e il tema crea una tensione inutile", aveva detto il sindaco.

La maggioranza: Non vogliamo mortificare l'avversario vinto

Sul suo profilo Facebook la lista di maggioranza Progetto Salò ha motivato la decisione di non revocare la cittadinanza a Mussolini con con queste parole:  "L’unico modo, secondo noi, per debellare l’ideologia sbagliata del fascismo e dimostrare con i fatti che la nostra idea di Stato, liberale e democratico, è quella giusta. Per farlo bisogna lavorare seriamente, ascoltare pazientemente anche chi non la pensa come noi e convincerlo con le opere e l’esempio della bontà delle nostre idee. Mortificare l’avversario vinto, infierire su di lui, non lo elimina, ma lo rigenera. Oggi, a distanza di 100 anni da quando fu concessa la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini si chiede a questa amministrazione di revocarla. Non lo vogliamo fare perché siamo convinti che ciò serve solo a rimestare sentimenti di odio e rivalsa nocivi alla pacifica convivenza civile della nostra comunità. Solo un amministratore pubblico preoccupato non tanto del bene pubblico ma soltanto ed esclusivamente del rischio di perdere qualche consenso, voterebbe a favore di questa mozione".