Terremoto nel mondo della sanità lombarda. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, riciclaggio e turbativa d’asta le 21 persone arrestate all'alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Milano su richiesta del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Monza. Le persone finite in manette sono ritenute responsabili a vario titolo di aver corrotto alcuni funzionari pubblici per farsi assegnare appalti banditi da diverse aziende ospedaliere nell'ambito dei servizi odontoiatrici in outsourcing.

Il consigliere Rizzi è a capo della commissione Sanità

Tra gli arrestati c'è anche un nome eccellente: è quello del consigliere leghista Fabio Rizzi, fedelissimo di Maroni e a capo della Commissione Sanità e politiche sociali. Di fatto, uno dei padri della riforma della Sanità da poco entrata in vigore in Lombardia. Anche la moglie di Rizzi è coinvolta nell'inchiesta ed è ai domiciliari. I carabinieri hanno effettuato una perquisizione nell'ufficio di Rizzi al Pirellone. Quando è arrivata la notizia dell'arresto, confermata dal presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo del Ncd, in Regione è stata subito convocata la riunione dei capigruppo.

Ricostruite tangenti, pressioni e condizionamenti su funzionari pubblici

L'indagine dei carabinieri, denominata "Smile", ha permesso di accertare episodi corruttivi ai danni di 10 persone che rivestivano un ruolo pubblico all'interno di aziende ospedaliere lombarde. Ricostruiti anche i condizionamenti esercitati dai soggetti arrestati nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti dagli ospedali, nonché analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private lombarde accreditate con il Sistema sanitario nazionale. Tutti gli arrestati, secondo quanto riporta il comunicato dei carabinieri, farebbero parte di un medesimo gruppo imprenditoriale, l'Odontoquality dell'imprenditrice Maria Paola Canegrati, che avrebbe finanziato l'ultima campagna elettorale per Rizzi alle Regionali del 2013.

Le accuse del gip

Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Giovanna Corbetta, il magistrato ha scritto che Rizzi e il suo braccio destro Longo – anche lui arrestato – "hanno fatto del potere politico lo strumento per accumulare ricchezze, non esitando a strumentalizzare le idee del partito che rappresentano".  Il gip parla inoltre di una "sfrontatezza" e "facilità nel violare costantemente i loro doveri istituzionali e le norme dello Stato" da parte delle persone con ruolo pubblico coinvolte nella vicenda che lascia pensare come per tutti loro questo fosse "l'abituale modo di gestire la ‘res publica', totalmente svilita in ragione del proprio personale rendiconto".

Il Tweet di Maroni: "Sanità eccellente"

Non ha mancato di suscitare ironie sui social network il nefasto tempismo con cui, poche ore prima dell'arresto di Rizzi, il governatore lombardo Roberto Maroni aveva definito "eccellente" su Twitter la sanità lombarda, riprendendo alcuni articoli usciti oggi su qualche quotidiano. Da "Oh, ma dov'è finito Rizzi?" a "fateci sapere dove portarvi le arance", gli utenti del social network non hanno perdonato a Maroni il suo tweet, rivelatosi un vero e proprio boomerang.

Salvini: "Chi sbaglia davvero non merita la Lega"

Sugli arresti di oggi, tra cui quello del consigliere regionale Fabio Rizzi, è arrivato anche il commento del segretario del Carroccio Matteo Salvini, che ha affidato a Facebook cinque riflessioni sull'argomento: "Chi sbaglia davvero, non merita la Lega", ha scritto Salvini, che si è poi augurato che "le accuse si rivelino una bufala" e che "alcuni magistrati non siano in campagna elettorale": "quanto fango e inchieste sulla Lega finite nel nulla, senza neanche chiedere scusa", ha detto il leader della Lega. Salvini si è poi detto "sicuro che l'eventuale errore di pochi non danneggerà il lavoro delle migliaia di persone che ogni giorno mandano avanti benissimo gli ospedali in Lombardia, terminando con una rivendicazione: "Sono orgoglioso di essere il segretario della Lega".

Maroni: "Sono incazzato, subito commissione ispettiva"

La reazione del governatore Roberto Maroni è arrivata dopo la riunione dei capigruppo della maggioranza e non è stata di circostanza. Maroni ha espresso "stupore e grande delusione" per l'arresto di Rizzi, "una persona che conosco da tanto tempo". Il governatore si è poi detto "incazzato perché il lavoro che stiamo facendo per la trasparenza viene infangato da queste azioni". Maroni ha poi però detto di voler andare avanti nella riforma della sanità lombarda, annunciano l'istituzione di una commissione ispettiva che verificherà "gara per gara, ospedale per ospedale, che le procedure siano sempre applicate correttamente". In un eventuale processo la Regione Lombardia si costituirà parte civile: "Non vogliamo coprire nessuno. Se qualcuno ha sbagliato pagherà. Quello che è successo è un'offesa a me, al partito che rappresento e alla regione".

Il Pd e il M5s hanno chiesto in coro le dimissioni di Maroni, accusato di responsabilità politica per non essere riuscito a tenere lontano il malaffare dalla sanità lombarda, che a ottobre del 2015 era stata sconvolta dall'arresto dell'ex assessore e vicepresidente della Regione Mario Mantovani. Una mozione di sfiducia contro Maroni sarà discussa la prossima settimana: sarà un momento per mettere alla prova la tenuta della giunta dopo l'ennesimo scandalo.