Carlo Acutis, 15 anni, futuro "Patrono di Internet".
in foto: Carlo Acutis, 15 anni, futuro "Patrono di Internet".

"Aveva un'armonia speciale, poneva al centro della sua vita il rapporto con Gesù Eucarestia ma non dimenticava di vivere la sua età". Così parla ai microfoni di Fanpage.it Antonia Salzano Acutis, la mamma di Carlo Acutis, il ragazzo milanese morto nel 2006 a causa di una leucemia fulminante a soli 15 anni e che presto potrebbe diventare Beato. Dopo la prima fase del processo di Beatificazione a livello diocesano, il caso è infatti approdato in Vaticano e qui potrebbe addirittura essere proclamato Santo e diventare "Patrono di Internet".

"Mio figlio aveva una vita di preghiera molto intensa – ricorda ancora la madre -. Andava a messa tutti i giorni da quando a 7 anni aveva preso la Prima Comunione. Ma allo stesso tempo era modernissimo, utilizzava il web per evangelizzare e per fare volontariato. Da solo è riuscito a realizzare qualcosa di speciale, che è arrivato in tutti e cinque i continenti. Nel suo piccolo ha fatto tanto, per amore del Signore e per il prossimo". Carlo è stato già nominato dalla chiesa "servo di Dio" ed è un esempio per quanti seguono le sue orme. Nato a Londra nel 1991, a Milano, la città in cui si è poi trasferito insieme a tutta la famiglia, ha sempre cercato di aiutare con i suoi mezzi le persone meno abbienti e quelle in difficoltà, alimentando nel frattempo anche la sua fama di genio dell'informatica, fino a quel 12 ottobre 2006, giorno in cui la sua sofferenza, da lui per altro sempre minimizzata, dovuta ad una leucemia fulminante, ebbe fine.

Proprio Milano, dove è cresciuto Carlo, ospiterà il 25 marzo Papa Francesco, che sarà in visita in alcuni dei suoi luoghi simbolo. "Siamo molto felici che il Santo Padre venga a Milano – conclude Antonia Salzano Acutis -. Lui ha tanto da dire a questa società, ma soprattutto alla nostra città, dove si vive sempre rincorrendo il mito del potere, del denaro e del successo. Bisogna che riflettiamo su quanto noi pensiamo a ciò che è superfluo, quando invece sarebbe meglio cercare di essere più essenziali e fare attenzione al prossimo. Proprio come ha fatto mio figlio".