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Minori violentate dal maestro di karate: “Ecco cosa succedeva nella palestra degli orrori”

Pedofilia a Brescia: la ricostruzione della vicenda degli abusi subiti da almeno sette ragazze nella palestra di Lonato del Garda dal loro istruttore, Carmelo C., 43 anni. Oltre a lui, che è stato arrestato con accuse gravissime, dalla violenza di gruppo alla detenzione di materiale pedopornografico, sono indagate a piede libero tre persone. Coinvolti anche i genitori di altri suoi allievi.
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A cura di Ida Artiaco
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Quarantatré anni, sposato e insegnante di karate in una palestra di Lonato del Garda, in provincia di Brescia, di cui è anche titolare. Il suo difetto? Si innamora facilmente di ragazze molto più giovani di lui. È questo il profilo di Carmelo C., al centro della cronaca nazionale di questi giorni perché accusato di aver violentato negli ultimi dieci anni almeno 7 delle sue allieve, tutte minorenni. Ma il numero delle sue vittime potrebbe ancora salire. Non solo. Nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale della città lombarda, Alessandra Di Fazio, l'uomo è citato anche per prostituzione minorile, detenzione di materiale pedopornografico e atti sessuali di gruppo con minori. Una vicenda dai contorni torbidi, che coinvolgerebbe per giunta anche altri adulti, tutti suoi complici. Eccone una breve ricostruzione per cercare di fare luce sul caso.

L'arresto del maestro di Karate e le accuse di violenza di gruppo

Carmelo C. è stato arrestato all'inizio del mese di ottobre con l'accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di minori. La notizia è stata diffusa dall'Ansa e immediatamente ripresa da tutti i giornali nazionali: si tratta di un maestro di karate, che avrebbe abusato per più di 10 anni di alcune delle sue allieve, non solo nei locali della palestra di cui è pure proprietario. Avrebbe inoltre costretto le ragazze ad avere rapporti completi anche con altri adulti. A dare avvio alle indagini che hanno portato al fermo è stata la testimonianza di una delle vittime, che all'epoca dei fatti avrebbe avuto solo 12 anni. È stata lei a raccontare per prima ai carabinieri ciò che aveva dovuto subire in silenzio per anni. Le accuse sono pesantissime: violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile, atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico, in seguito alla scoperta da parte dei militari nella sua abitazione e in palestra di foto in cui sono ritratte le sue "prede". Nell'inchiesta, risultano indagati a piede libero altre tre persone, un 49enne di Castiglione delle Stiviere, un 43enne di Mantova e un 31enne di Sirmione, sempre nel Bresciano.

Ecco cosa è successo dal 2008 al 2017: il racconto delle vittime

Stando agli atti dell'inchiesta, Carmelo C. avrebbe abusato di alcune allieve minorenni nel corso degli ultimi dieci anni, dal 2008 al 2017, anche se addirittura qualche caso potrebbe risalire al 2003. Tra le prime vittime c'è una ragazza che ha deciso di denunciare le violenze subite. "Avevo 13 anni quando abbiamo avuto il primo rapporto – ha raccontato nel corso di una intervista al Corriere della Sera -. Ho continuato fino ai 17. Soltanto a dicembre dell’anno scorso ho smesso di frequentare quella palestra dell’orrore e ho trovato il coraggio di parlare e di denunciare. L’ho visto appartarsi con una ragazzina, anche lei minorenne. E allora mi sono detta: non deve fare ad altre ciò che ha fatto a me: quell’uomo mi ha rovinata. Va fermato. L’ultima sua vittima aveva 15 anni, ci assomigliavamo sia fisicamente che psicologicamente". Come lei, sarebbero state violentate altre sei adolescenti. Una delle ultime in ordine temporale, abbordata lo scorso anno, lo avrebbe addirittura difeso e rinnegato la propria famiglia per non averle permesso di continuare a frequentarlo. "Anche a me diceva che ero la prima e l’unica – ha continuato la ragazza -, mi faceva sentire importante ma intanto mi isolava da famiglia e amici. Una manipolazione terribile, sottile ma efficace". Il loro aguzzino le controllava al punto da rendere loro impossibile ribellarsi e facendo credere loro di essere innamorate di lui.

I genitori complici e le domande senza risposta

Mentre Carmelo C., l'istruttore di karate fermato per violenza sessuale, si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre si trova in carcere, si arricchisce di ulteriori dettagli la vicenda degli abusi consumatisi nella palestra di Lonato del Garda. Tra le altre tre persone coinvolte ci sarebbero addirittura i genitori di altri giovanissimi allievi del maestro. Carmelo non agiva da solo, infatti. Spesso invitava altri adulti a guardare e a prendere parte agli incontri sessuali che organizzava con le ragazze, stando sempre alle testimonianze di alcune delle vittime, considerate più che attendibili dal Gip. "Gli incontri hard con gli altri venivano consumati proprio nel salone in cui facevamo karate", è il racconto di una di loro, riportato dal Corriere della Sera. Un'altra alunna ha dichiarato di aver "ricevuto pressioni" affinché si concedesse agli incontri di gruppo, con un altro ragazzo. Eppure, molti nel paese del bresciano teatro della vicenda già erano a conoscenza di quello che avveniva nella palestra. "Tra noi ragazzi si sapeva che ci provava spudoratamente con le ragazzine, l'arresto è stata solo una conferma", hanno detto alcuni ragazzi residenti a Lonato ai microfoni di Fanpage.it. E anche i genitori delle ragazze abusate conoscevano la situazione. Ad alcuni di loro Carmelo avrebbe detto: "Sono innamorato di vostra figlia. Farei di tutto per lei. Non posso farci nulla se più grandi non mi piacciono". Allora perché nessuno prima lo hai mai denunciato? Quale il ruolo della moglie? A queste domande cercheranno di dare una risposta le indagini che sono ancora in corso.

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