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Meno di un mese fa una sentenza del Tribunale di Milano ha obbligato gli ufficiali di Stato Civile del Comune di Milano a trascrivere l'atto di nascita di una bambina figlia di una coppia omosessuale formata da due uomini: per il giudice sono entrambi papà. Da Palazzo Marino era infatti arrivo il diniego alla richiesta avanzata dalla coppia. Ma oggi il sindaco di Milano torna a parlare dell'argomento e sottolinea come la giunta avesse già deciso di ridiscutere la questione e valutare dunque la possibilità di prendere in considerazione anche la genitorialità maschile (finora il comune di Milano ha riconosciuto solo bambini figli di due madri). "Al di là della trascrizione, che siamo obbligati a fare, la presa di posizione politica deve nascere da una riflessione in giunta, dove le sensibilità sono diverse ma se ne discuterà", ha dichiarato Sala. Ma in consiglio comunale c'è chi non si dice favorevole a questo cambiamento. Come Enrico Marcora, esponente della lista civica del sindaco, Noi Milano: "La sentenza porta ad una deriva inaccettabile – ha detto Marcora – perché si legittima la pratica dell'utero in affitto che in Italia è illegale. Da cattolico impegnato in politica mi dissocio radicalmente dalla posizione del mio sindaco". Marcora ha avanzato così la proposta di formare un'apposita commissione che in consiglio comunale possa discutere della questione. Una proposta appoggiata anche dai colleghi di lista, Elisabetta Strada, Marco Fumagalli e la consigliera del Partito democratico, Roberta Osculati, oltre a Forza Italia e a Matteo Forte di Milano Popolare. Il primo cittadino non ci sta: "Non si è mai visto che il consiglio comunale discuta di questioni prima della giunta – ha dichiarato Sala – prima ne discuteremo in giunta e poi, su un tema così sensibile, verrà coinvolto il consiglio comunale". Mentre l'assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino difende Sala e il suo operato fino a questo momento: "Ci sono città come Firenze, Napoli, Torino e Bologna in questi mesi hanno trascritto per varie ragioni. In diversi casi, se non si procede a trascrivere, semplicemente i bambini diventano totalmente invisibili per i Comuni. In pratica non esistono. Il sindaco Sala sin qui ha affrontato infatti il tema con grande cautela e voglia di ascolto".